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Che cos’è il “Piano Didattico Personalizzato”?

24 ottobre 2012

In questo contributo si definisce che cos’è il Piano Didattico Personalizzato (PDP) in relazione alla normativa vigente, quali informazioni deve contenere, i tempi di presentazione, i soggetti coinvolti e dove reperire dei modelli per la stesura.

Che cosa stabilisce la normativa?

La legge nazionale n. 170 dell’8 ottobre 2010 rappresenta una svolta epocale per i soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA). Sancisce – al pari di leggi regionali precedenti (cfr. Legge della Regione Lombardia datata 26 gennaio 2010) – l’obbligatorietà da parte della scuola della presa in carico dello studente DSA, che andrà seguito e monitorato con appositi strumenti.

La suddetta normativa di riferimento non prevede l’affiancamento di un docente di sostegno, trattandosi di studenti normodotati in quanto a intelligenza, ma il Consiglio di Classe, studiato il singolo caso, dovrà redigere un PDP (Piano Didattico Personalizzato) e accordare l’utilizzo di strumenti compensativi (computer portatile personale, registratore, calcolatrice e formule matematiche sempre a disposizione, anche durante i test), nonché consentire misure dispensative (lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, presa di appunti, studio mnemonico di tabelline e formule matematiche). Con l’utilizzo di metodologie di studio alternative (ad esempio mappe mentali e concettuali) e l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche sarà possibile anche a questi studenti di completare con successo il loro percorso scolastico anche universitario.

Che cosa contiene il Piano Didattico Personalizzato?

Una volta protocollata la diagnosi a scuola, il team di docenti del Consiglio di Classe, unitamente al referente dislessia di istituto e con la collaborazione dei tecnici, provvede a stilare il PDP. Esso comprende:

  • i dati personali dello studente;
  • la scolarità pregressa;
  • i riferimenti normativi;
  • le indicazioni presenti nella diagnosi, di cui saranno trascritte – a cura del Referente Dislessia oppure dl Coordinatore di Classe – le parti relative alla Lettura, Scrittura, Calcolo nonché le conclusioni;
  • le programmazioni delle singole materie per l’anno di riferimento, in cui sono contenuti gli obiettivi disciplinari, gli stessi del resto della classe;
  • la metodologia didattica e le modifiche che, per ciascun docente, si rendono necessarie nel singolo caso;
  • l’ambiente educativo – cioè a chi lo studente è affidato durante lo studio pomeridiano.

Completa il fascicolo PDP una pagina in cui vengono poste le firme del Dirigente Scolastico e del Referente Dislessia, del Coordinatore di Classe, di tutti i docenti, dell’alunno/a e dei suoi genitori.

Per maggiori informazioni e per scaricare un modello di Piano Didattico Personalizzato consultare il sito www.dislessia.it (v. qui, nello specifico).

È anche possibile riferirsi al sito del Ministero della Pubblica Istruzione: www.miur.it.

Una volta scelto il format del PDP, è necessario sottoporlo all’approvazione dal Collegio dei Docenti all’inizio dell’anno scolastico. La stesura di ogni Piano viene affidata al singolo Consiglio di Classe, in stretta collaborazione con il Referente Dislessia, che dovrebbe garantire una certa uniformità di trattamento.