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Dislessia e lingua straniera

2 ottobre 2012

Lingua straniera: accenni all’ eventuale dispensa ed esonero

Letta la diagnosi, il consiglio di classe stende entro la fine del mese di novembre il Piano Didattico Personalizzato, estrapolando da essa i seguenti 4 punti fondamentali: lettura – scrittura – calcolo – conclusioni. Quindi suggerisce le misure compensative e gli strumenti compensativi ritenuti più adeguati.

Per la L2, Lingua straniera, in particolare, sono previsti dalla normativa la dispensa (temporanea o permanente) dalla valutazione dalle prove scritte o – nei casi più gravi – l’esonero dallo studio della disciplina.

Mentre la dispensa non preclude il conseguimento del titolo di studio e la continuazione del percorso scolastico fino all’università, l’esonero impedisce che venga rilasciato un diploma equipollente.

Per ottenere la dispensa o l’esonero sono necessarie però tre condizioni:

  • la presenza dell’indicazione scritta nella diagnosi,
  • la richiesta scritta della famiglia e/o dello studente, se maggiorenne,
  • la ratifica del Consiglio di Classe.

Il dislessico e la lingua straniera

Il DSA ha particolari problemi di fronte allo studio di una lingua straniera. All’iniziale curiosità, segue la scoperta delle difficoltà. Ne consegue una caduta dell’autostima e l’insorgere di stati ansiosi, seguiti da atteggiamenti volti ad evitare o ad aggirare gli ostacoli o di resistenza passiva. Per evitare che ciò accada, il docente dovrà formulare un patto formativo chiaro e condiviso sugli obiettivi, sfruttare la dimensione ludica dell’apprendimento linguistico, privilegiare l’oralità fin dai percorsi della scuola primaria, proporsi obiettivi realizzabili. In ogni caso, dovrà tenere conto dei problemi del dislessico:

  • lentezza nel recupero lessicale
  • difficoltà ad acquisire la terminologia specifica
  • difficoltà nella stesura del testo scritto
  • difficoltà nel prendere appunti
  • lentezza nell’esecuzione delle verifiche
  • alto livello di frustrazione
  • dubbi sul proprio livello intellettivo
  • facile stanchezza.

Le lingue non presentano tutte le stesse difficoltà. Infatti si differenziano significativamente nell’ortografia e nella struttura sillabica. L’inglese è una lingua “opaca”, caratterizzata dalla discrepanza tra la dimensione fonetica e grafica. Questo è un problema per il dislessico, che scrive le parole esattamente come le sente. Però è in grado di compensare la difficoltà nella competenza fonetica con la competenza pragmatica, per cui le abilità linguistiche si attivano e si sviluppano all’interno di situazioni comunicative.

Per questo anche i DSA possono studiare le lingue straniere. Naturalmente con alcuni accorgimenti: evitare lo studio mnemonico e l’esposizione teorica di regole grammaticali.

Il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue considera quattro abilità, di fronte alle quali il DSA reagisce con modalità variegate e in modo più o meno positivo. L’abilità che crea generalmente meno problemi è l’ascolto, mentre per le altre (produzione orale e scritta, lettura) la reazione può essere molto variabile a seconda delle peculiarità del singolo e della gravità del disturbo, e richiedere l’uso di un maggiore o minore numero di strumenti compensativi.

La metodologia

La metodologia suggerita per i DSA si accorda con quanto previsto a livello europeo: in futuro le prestazioni verranno valutate per competenze, in ambito pluridisciplinare. In quest’ottica andrà ripensato il sistema di valutazione, e sarà necessario costruire segmenti di insegnamento auto-consistenti, indicando altresì gli strumenti e le modalità per la valutazione dei risultati.

Il dislessico trarrà vantaggio da accorgimenti particolari, che è bene sintetizzare:

  • Fornire e favorire l’uso di schemi, mappe mentali e mappe concettuali, anche su supporto digitalizzato e incentivarne l’uso durante le interrogazioni per favorire l’esposizione
  • Permettere allo studente di esercitarsi in situazioni simulate con il compagno nel ruolo dell’insegnante
  • Consentire la libera circolazione degli appunti in classe
  • Astenersi dal richiedere uno studio mnemonico e nozionistico con termini tecnici difficili o parole a bassa frequenza da ricordare
  • Collaborare con i docenti tutor pomeridiani, concordando obiettivi
  • Prestare attenzione alla gestione del diario
  • Adottare un libro di testo utilizzabile con la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale.

È importante che si instauri un rapporto costruttivo tra docente e studente: quindi è fondamentale condividere gli obiettivi, esplicitare le modalità degli esercizi, sostenere costruttivamente, evitare l’approccio punitivo e non rinforzante, abituare gli alunni all’autocorrezione e all’autovalutazione. Ricordiamoci che tutto ciò che non è vietato è permesso e va a vantaggio di tutta la classe; queste strategie sono per la maggior parte valide per tutti gli studenti perché incrementano l’attenzione di tutta la classe, rendono più coinvolgente la lezione frontale, stimolano la partecipazione attiva degli studenti.

COMMENTI / 36

  • Mario Bianchi

    La mia scuola non mi ha ancora consegnato il mio PDP. Come mai? C’e’ una scadenza? Grazie.

  • Paola Fantoni

    Il Piano Didattico Personalizzato va stilato dal Consiglio di Classe con la preziosa assistenza del Referente Dislessia e/o del Coordinatore di Classe. La legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 prescrive che vada ultimato entro TRE mesi dall’inizio delle lezioni o dalla consegna della diagnosi alla scuola.

  • Foschi Rossella

    Gradirei maggiori informazion, NELLO SPECIFICO I PARAMETRI NORMATIVI, per qusanto riguarda quanto detto su “…La dispensa non preclude il conseguimento del titolo di studio e la continuazione del percorso scolastico fino all’università, l’esonero impedisce che venga rilasciato un diploma equipollente.”. Sono in’insegnante di scuola superiori di secondo grado. Grazie

  • Giancarla Gervasoni

    Sono un’insegnante di liceo con due studenti dislessici nella stessa classe, con problematiche diverse: uno legge, capisce e collabora; l’altro ha enormi difficoltà in qualsiasi esercizio gli proponga e soprattutto nella comprensione. Come faccio a valutare uno studente del genere se non riesco ad avere risultati positivi in alcuna delle attività proposte, che sono ovviamente personalizzate? Su cosa posso concentrarmi senza il rischio di una programmazione differenziata anche nelle competenze da acquisire?

  • Paola Fantoni

    Risposta alla sig.ra Foschi
    Se si esonera lo studente DSA dallo studio di una L2 o L3, si rientra nell’ambito della Legge 104. Quindi lo studente non potrà proseguire gli studi universitari una volta conclusa la secondaria di secondo grado. Se viceversa si parla di DISPENSA, si intende che lo studente viene dispensato, ma solo dalla VALUTAZIONE delle prove scritte. In sintesi lo studente viene sottoposto a tali prove (gli serve a livello di apprendimento “agganciare” l’orale allo scritto), ma se ne tiene conto in modo relativo. L’insegnante potrà:
    1. CAMBIARE la prova, rendendola comunque equipollente, diminuendo gli esercizi e/o modificando la tipologia degli esercizi,
    2. garantire una PROVA ORALE a compenso dello scritto non pienamente sufficiente,
    3. agire sul sistema valutativo
    e se ancora permangono lacune potrà – come del resto prevede la normativa del maggio 2012 sugli Esami di Stato – predisporre la seconda prova (solo x il licei linguistici) e la terza prova (di lingua straniera per tutti gli indirizzi di studio) ORALI, alla presenza di tutti i commissari d’esame (e prima della pubblicazione degli scritti).
    Nel prossimo contributo inserisco la normativa a ciò relativa.

  • Paola Fantoni

    Risposta alla sig.ra Gervasoni
    Non è infrequente avere nella medesima classe due DSA con caratteristiche diverse. Io stessa ho 4 studenti in 2 classi quinte, tutti con peculiarità diverse e modi di apprendere personali. Ci sono però anche decise somiglianze, soprattutto per quanto riguarda le MISURE DISPENSATIVE da applicare. Vorrei poterla aiutare fattivamente, ma per fare ciò necessito di informazioni ulteriori riguardanti:
    a. il PDP stilato per questo studente in evidente difficoltà,
    b. gli strumenti compensativi accordati,
    c. le misure dispensative a lui garantite in classe e durante le prove di verifica,
    d. la tipologia delle verifiche sinora a lui proposte.
    Mi scriva al seguente indirizzo: paolafan@libero.it e Le darò un recapito telefonico a cui contattarmi. A presto!

  • Foschi Rossella

    La ringrazio per il chiarimento. Attendo la normativa di riferimento.
    Grazie. A presto!

  • Rachele Meli

    Salve,

    sono docente di lingua spagnola presso una scuola secondaria di primo grado, insegno in quattro classi, per un totale di 14 studenti Dsa.
    Mettendo per un attimo da parte la materia legislativa e metogologica, quindi lo sconfinato campo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative, nonché quello delle strategie didattiche, (sempre che siano da considerarsi materia a parte) vorrei soffermarmi sul lato psicologico, o, se vogliamo, semplicemente umano.
    Mi riferisco alla presa di coscienza, all’interiorizzazione e esteriorizzazione del “problema”, al rapporto studente Dsa-compagni, quindi al voler/dover rendere partecipe il resto della classe del disturbo in questione; in particolare, mi riferisco a come poter gestire questo sottilissimo equilibrio tra studente Dsa-docente-compagni (molti genitori non vogliono non solo che si venga detto in classe, ma che lo si dica al ragazzo stesso), e quindi al come affrontare il disturbo senza farlo pesare non solo ragazzo interessato ma al resto della classe, facendo in modo che essa non si senta oggetto di un trattamento diverso, impari, in un certo senso meno privilegiato (che a volte altro non fa che sottolineare il problema).
    Ho a che fare con ragazzi Dsa dalla sensibilità, carattere, preparazione, modalità di apprendimento, completamente diverse tra loro. Credo che la metodologia didattica di cui tantissimo si parla dovrebbe esplorare e tener conto anche di questi delicatissimi fattori.

  • Paola Fantoni

    Risposta per la prof.ssa Meli
    Lei ha ragione ad evidenziare quello che è in realtà il primo problema da affrontare, a seguito della consegna della diagnosi di DSA al Dirigente Scolastico e al Referente DSA di istituto. Da una parte lo studente DSA si sente in imbarazzo, dall’altra i compagni lo additano come “privilegiato” all’interno della classe. Ora, partiamo dal presupposto che per legge il Dirigente Scolastico (e di conseguenza tutti i docenti, nessuno escluso) è il GARANTE del SUCCESSO FORMATIVO di OGNI studente (DSA, straniero, diversamente abile, borderline cognitivi). La figura del Referente Dislessia, in sinergia con il Coordinatore di Classe, avrà un compito molto delicato e dovrà:
    1. accogliere lo studente e la famiglia, rimarcando la collaborazione che da quel momento la scuola dovrà garantire, convincendo gli stessi della necessità di “parlar chiaro” alla classe. No strumenti compensativi = no aiuto = bocciatura/debiti assicurati. Soprattutto alla secondaria di secondo grado le famiglie sono sensibili a questi discorsi!
    2. spiegare in modo semplice al resto della classe – anche con slide o video, o con la visione del film “Stelle sulla terra” – cosa significa essere dislessici. Non un handicap, ma semplicemente un modo diverso di imparare,
    3. predisporre con i colleghi del Consiglio di Classe (possiamo dire apertamente che questo è il compito più impegnativo??) una DIDATTICA INCLUSIVA che possa essere d’aiuto a tutti, e che preveda la tecnologia, mappe e schemi, riepilogo dei punti salienti della lezione, nonchè tutto quanto è necessario per valorizzare una reale empatia docente-studente.
    Come giustamente Lei ha evidenziato, ciascun studente ha il proprio stile di apprendimento e molte variabili che influiscono sulla loro “resa” scolastica.
    Molte volte già il “sentirsi accolti” genera negli studenti effetti benefici. Lo spieghiamo ai nostri colleghi che sottovalutano questi aspetti?

  • Simonetta

    salve . sono una mamma di un ragazzo di3 media con diagnosi dsa , ho dovuto lottare per ottenere il PDP dalla scuola , loro dicono che stanno seguendo , ma per esempio le 2 lingue straniere fanno con mio figlio lo stesso programma degli altri alunni , se il compito non è sufficiente perchè ci sono brani da leggere comprendere e rispondere lui non riesce , loro nemmeno lo interrogano . il mio problema è che con l’esame di terza faranno la stessa cosa mio figlio non so cosa potrà fare dai professori al dirigente scolastico , mi hanno detto che sono una mamma apprensiva che loro sanno cosa fanno. per me è come sbattere contro un muro .
    cosa posso fare per aiutare mio figlio agli esami ?

  • Paola Fantoni

    Risposta per Simonetta, 7 aprile
    Molto spesso purtroppo i colleghi scrivono dei Piani Didattici Personalizzati che non trovano riscontro nella realtà dei fatti. Tenga presente che i docenti che esamineranno Suo figlio a giugno sono gli stessi che ha avuto durante l’anno. Certamente il candidato va presentato a dovere al Presidente di Commissione, unico elemento esterno al Consiglio di Classe. Solitamente le informazioni vengono inserite nel verbale finale del C.d.C.. Tutto ciò che è stato utilizzato in corso d’anno come strumenti compensativi – o misure dispensative – DEVE essere previsto anche agli Esami Finali. Poi c’e’ l’eventuale tempo aggiuntivo a cui lo studente ha diritto, se ne ha usufruito duirante l’anno, naturalmente. I docenti avranno somministrato delle simulazioni d’esame: quale esito hanno avuto? Se l’esito è stato negativo, e i docenti non hanno idea sul da farsi, fa bene a preoccuparsi. Mi riscriva e Le risponderò con piacere (paolafan@libero.it).

  • sonia

    mio figlio ha grosse difficoltà nelle lingue straniere, perchè non può essere dispensato

  • cristina

    sono la mamma di un ragazzo di 16 anni che frequenta il terzo anno di un liceo linguistico milanese, quest’anno il divario tra i voti per le prove scritti e gli orali sono stati il segnale di allarme . Oggi ho ritirato i test dalla logopedista, mio figlio e dislessico. Prima di fare i test avevo esternato i miei dubbi ad una sua professoressa nonchè vicepreside, la quale mi ha detto che oggi è di moda farsi certificare la dislessia e che comunque nel coso fosse stato dislessico a maggior ragione doveva cambiare scuola perchè per un dislessico tre lingue straniere sono una difficoltà in più. Questo non so se sia vero mi figlio ha studiato francese e inglese già alle scuole medie e i suoi voti non era disastrosi in più ha fatto sempre alle medie il Delf e il Cat, con buoni risultati, recentemente ha fatto uno stage a Berlino e la scuola il Did Istitute gli ha rilasciato una certificazioni B1 . Ritengo quindi che con prove scritte a sua portata possa riuscire a continuare i suoi studi, tra l’altro a lui piacciono le lingue che studio (inglese, tedesco e francese). Le chiedo cortesemente un suo parere.

  • anna

    Buongiorno, vorrei saper quale sia la strategia da adottare durante le prove Invalsi, tenuto conto che quello che viene solitamente proposto è l’allontanamento dell’alunno dall’aula comune per la durata dell’intera prova, perchè possa essere effettuata la lettura da un elemento esterno.

  • serena

    salve sono qui a cercare materiale per mio figlio domani ha una prova di verifica di spagnolo e .. leggevo le varie email .ha raggiunto degli ottimi livelli in inglese ma con spagnolo ha messo su un murooo….
    vorrei più attenzione, preparazione e gratificazione verso i nostri ragazzi perché sono SPECIALI veramente.
    non ricevo materiali da nessuno, schede mappe.. sono tutte a mio carico:: e inostri insegnanti che fanno i corsi, che i nostri dirigenti le ritengono CAPACI o meglio DECISAMENTE COMPETENTI ,hanno fatto dei corsi e sanno come lavorare con un DSA.
    POI MAGARI IN CLASSE NON FANNO ALTRO CHE SOTTOLINEARE COME SONO DISTRATTI SENZA RIUSCIRE A GUARDARE MAI ..OLTRE.
    Allora dov’è tutta questa preparazione ,quel loro dedicarsi ai nostri ragazzi, quella voglia di insegnare ai nostri ragazzi speciali??????
    non sarebbe utile fare una buona pulizia,???

  • Paola Fantoni

    Risposta per Sonia – 20 aprile
    La legge prevede l’ESONERO e la eventuale DISPENSA dalla valutazione delle prove scritte di lingua straniera. Chiariamo però che nel primo caso viene rilasciato solo un ATTESTATO alla conclusione del ciclo di studi. Nel secondo caso invece è un diploma, come per tutti gli altri studenti, SENZA alcuna menzione della diagnosi di DSA. E’ assolutamente importante che le prove scritte di L2, L3 vengano somministrate, per legare l’apprendimento scritto-orale. A questo punto le prove scritte possono anche NON essere valutate, ma devono essere presenti 3 condizioni: 1. indicazioni in tal senso nella diagnosi, 2. richiesta scritta da parte della famiglia alla scuola, 3. la ratifica del Consiglio di Classe. Le ricordo che è sempre valida, ed auspicabile, la compensazione della prova scritta non soddisfacente con una prova orale. La Legge tutela il DSA in tal senso.

  • Paola Fantoni

    Risposta per Cristina – 20 aprile
    Lei ha ragione, il dislessico PUO’ e DEVE poter scegliere il corso di studi che più lo interessa. L’importante è che sappia cosa lo aspetta una volta fatta la scelta. Da quanto mi scrive al ragazzo piacciono le lingue straniere; si tratta quindi solo di mettere in atto quella DIDATTICA veramente INCLUSIVA, cui però non tutti i docenti sanno aderire. Il commento della Vicepreside denota un pregiudizio inaccettabile. Come si può pensare di mettere in dubbio la diagnosi eseguita e firmata da un professionista? Questo è il frutto di una assoluta mancanza di informazione, nonché formazione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Le chiedo: esiste un referente DSA nella scuola di Suo figlio? Dovrebbe essere il primo interlocutore delle famiglie.
    Tenga presente che superata la classe terza il percorso scolastico è in discesa, in quanto lo studente DSA – che non ha NESSUN deficit cognitivo che gli precluda l’apprendimento di una o più lingue straniere – attua nel triennio le sue proprie strategie compensative. Niente paura, quindi!

  • Paola Fantoni

    Risposta per Anna – 20 aprile
    Per quanto riguarda le prove INVALSI, ogni anno il Ministero inoltra una richiesta alle scuole, perché segnalino quanti studenti abbiano bisogno delle prove su CD, da inserire nel PC. La scuola di volta in volta valuta se tale strumento compensativo sia sufficiente oppure opera – come nel caso che Lei descrive – organizzando la prova usufruendo di un ‘lettore umano’. Tutto quanto viene proposto e realizzato nell’ottica di cosa sia meglio per lo studente.

  • Paola Fantoni

    Risposta per Serena – 20 aprile
    Purtroppo il Suo post è stato inserito 24 ore fa e non ho fatto in tempo ad inserire la mia risposta in tempo utile per la verifica di Suo figlio. Lei punta – anche giustamente – il dito contro i Dirigenti Scolastici ed il corpo docente ancora non in grado di raccogliere le esigenze degli studenti DSA. Ha perfettamente ragione: ci sono ancora troppi preconcetti e poca voglia – in generale nell’ambiente scolastico – di mettersi in gioco e fare squadra all’interno dei Consigli di Classe. Per quanto riguarda invece materiali di lavoro, come mappe e schemi o riassunti, Le suggerisco il blog Passodopopasso (percorso: Google ==> passodopopasso ==> Anna e Silvia, Albairate – Milano). Troverà una miniera di informazioni e indicazioni su volumi – Spagnolo compreso – con schemi grammaticali. Buona ricerca!

  • anna68

    http://www.dislessia-passodopopasso.it è un sito dove si possono trovare molte informazioni, circolari, invalsi, esami, organizzazione studio, video,. inoltre si possono trovare mappe concettuali già create per capire come crearle di proprie. Sono divise per materie e per tipo di scuole. Oltre a siti e video didattici.

  • anna68

    Mentre nel blog di passodopopasso http://dislessia-passodopopasso.blogspot.it/ trovate convegni, campus, e tutte le informazioni della zona milano, pavia, varese, modena ecc.
    Ci incontriamo ogni 3 sabato del mese presso la biblioteca comunale di Albairate dalle ore 15,00 in poi. Possono venire anche i ragazzi. E’ un modo per confrontarsi e aiutarsi sulle problematiche che si incontrano nelle scuole. Partecipano insegnanti, genitori e ragazzi. Inoltre possiamo far vedere strumenti compensativi gratuiti. Come balabolka come sintetizzatore vocale e cmap per la creazione di mappe.

  • anna68

    Ringrazio la prof.sa Paola Fantoni per la sua grande disponibilità e per la sua grande professionalità e per aiutare sempre più colleghi a comprendere le difficoltà dei DSA.
    Un grosso abbraccio.

  • molly71

    Buongiorno a tutti, sono la mamma di un bambino disgrafico, disortografico e discalculico che frequenta la terza classe di scuola primaria. Sono anche insegnante in un istituto tecnico e fra i miei studenti ho due ragazzi con dsa. In questa duplice veste mi incontro, e a volte mi scontro, con una varietà di bisogni, timori, fatiche, disponibilità, aperture e chiusure mentali davvero grande.
    Spesso noi insegnanti siamo veramente poco competenti riguardo a questi disturbi: magari conosciamo la normativa ma siamo rigidi e miopi nel mettere in pratica una didattica inclusiva e personalizzata che, tra l’altro, è utile a tutti gli studenti. Da mamma sono molto amareggiata: perfino nella scuola primaria ci sono colleghi che impostano la loro didattica in prospettiva dispensando “perle di saggezza” come: “ho fatto la scelta di introdurre la lingua inglese scritta fin dalla prima elementare (!) per portarli preparati alla scuola secondaria” Approccio orribile, e non rispettoso delle Indicazioni Nazionali, per tutti gli alunni… figuriamoci per un alunno con DSA.
    Ce la faremo?

  • annalisa

    salve, devo preparare una tesina su dsa e lingue straniere…avete del materiale ?

  • Valeria

    Salve! Qualcuno saprebbe consigliarmi qualcosa per poter fare una valutazione dell’ apprendimento della lingua inglese per una ragazza dislessica che ha finito la seconda superiore?
    Grazie

  • Paola Fantoni

    Risposta per Anna68:
    Ti ringrazio dei commenti lusinghieri che hai inserito.
    Combatteremo la nostra battaglia fianco a fianco in difesa dei diritti – sacrosanti – dei ragazzi/e con DSA, di qualsiasi età essi siano!
    Buon lavoro e buone vacanze!

  • Paola Fantoni

    Risposta per Molly71:
    Scusi la risposta tardiva, ma gli Esami di Stato lasciano davvero briciole di tempo!
    La Sua analisi è lucida e purtroppo reale: troppi colleghi/e sostengono di aiutare i DSA, ma purtroppo le modalità scelte non sono spesso le più adatte! Dobbiamo lavorare per Dipartimenti, e poi confrontarci a livello di Area – linguistica o scientifica. Che materia insegna? Da dove ci scrive? Le lascio la mia mail, così mi potrà scrivere, per condividere idee e strategie:
    paolafan@libero.it
    Aspetto un Suo messaggio!
    Paola Eleonora Fantoni

  • Paola Fantoni

    Risposta per Annalisa:
    La tesina DSA e Lingue Straniere a che pubblico è rivolta? Quali le finalità? L’ordine di scuola? Per quale linguia straniera in particolare? Troverà la mia mail qui sopra, in risposta a Molly. Mi scriva e Le invierò del materiale adatto. Visiti comunque in questo sito anche gli altri post: in alcuni sono già presenti schede utili di vario genere.
    La aspetto!
    Paola Eleonora Fantoni

  • Paola Fantoni

    Risposta per Valeria:
    La ragazza di 2^ superiore di cui mi parla NON ha ancora diagnosi di DSA? L’accertamento che si fa presso le ASL o presso strutture private convenzionate non riguarda SOLO la lingua straniera, ma indaga su LETTURA, SCRITTURA e CALCOLO, per poter pervenire ad un risultato completo in riferimento alla capacità di apprendere. Il mio consiglio è di mettersi in lista per una VALUTAZIONE degli APPRENDIMENTI, rivolgendosi a neuropsichiatra e/o psicologo esperto in DSA. I tempi potrebbero essere lunghi, però. Se necessita di chiarirsi qualche dubbio, mi può scrivere sulla mia mail personale, indicata qui sopra. Mi definisca bene quali sono le difficoltà incontrate dalla ragazza, ed io Le darò il mio parere da docente di Lingua Inglese di scuola secondaria di secondo grado.
    A presto!
    Paola Eleonora Fantoni

  • Carla

    Buongiorno sono una madre di un ragazzo dislessico che inizierà a settembre la terza media.
    La diagnosi é stata fatta dopo la fine della prima media.
    Mio figlio a scuola studia inglese e tedesco. La sua difficoltà che mi fa preoccupare e il non riuscire a memorizzare i vocaboli le frasi ecc.. praticamente dopo pochi giorni dimentica tutto.
    Nello studio delle lingue l’ho sempre aiutato, ma la sua frustrazione era che appena studiato le cose le ricordava, ma il giorno dopo certe cose venivano dimenticate e dopo un po’ di giorni era come se le cose non le avesse studiate
    Come può fare per studiare ed avere un riscontro a lungo termine.
    Grazie

  • Fiorenza

    per Paola Fantoni, come posso contattarla in email privatamente? Grazie, Fiorenza

  • amanda deni

    buongiorno Paola Fantoni, mi ricorda per cortesia la normativa prevista , in vista delle prove invalsi a misura del tempo aggiuntivo? se non ricordo male i prof devono predisporre nell’arco dell’anno delle “simulate” per quantificare il “tempo in più ” per quel determinato alunno. spero di non aver compreso male e di essermi spiegata. la ringrazio molto, preziosa come sempre.
    amanda

  • Gaia

    Salve,
    sono una insegnate di sostegno e mi trovo a dover affrontare una situazione complicata. Vorrei sapere se il latino e greco sono assimilabili alla lingua inglese per poter usufruire della dispensa dallo scritto agli esami di stato. E in che modo la prova orale può compensare la scritta? Non certo in una esposizione delle regole grammaticali visto che per i DSA esiste anche una dispensa dall’imparare a memoria ma d’altronde le regole grammaticali (che vengono applicate nella traduzione) devono essere per forza memorizzate! Sono un po’ confusa, potete aiutarmi?

  • Pamela

    Salve, sono una docente di lingua inglese nella scuola media. Faccio una domanda che nella mia scuola genera sempre grande confusione. Posso somministrare ad un alunno dsa una verifica uguale al resto della classe ma con un numero di domande inferiore o con esercizi più brevi? Rientra questo nelle misure dispensative? Secondo la mia preside ed alcune colleghe questo renderebbe la verifica” differenziata”mentre io sono dell’idea contraria . Se nella verifica di una ragazzo con dsa un esercizio sull’uso del verbo essere ha un numero inferiore di frasi da completare nn credo di differenziare gli obiettivi?
    Grazie

  • Mariangela

    Salve, sono la mamma di una ragazza di seconda media dislessica, per quanto riguarda la lingua inglese nelle verifiche è preferibile usare il computer come strumento compensativo? Mia figlia lo usa per lo svolgimento dei temi in italiano e per le mappe.
    La ringrazio

  • Silvia

    Salve, mio figlio frequenta la prima media, e’ certificate gia’ da tre anni. Non solo DSA ma anche ADHD (syndrome da disattenzione e iperattivita’). Sono appena ritornata dal colloquio con l’INSEGNANTE DI EDUCAZIONE FISICA la quale si lamenta di non riuscire a gestire mio figlio durante le sue ore. Nessuno di voi sa dirmi se e’ possibile ottenere l’esonero da questa material (per lo piu’ inutile per mio figlio), cosi che magari lui possa utilizzare quelle due ore in modo piu’ producente? “Non so Signore se lei se ne rende conto, ma suo figlio e’ ingestibile” queste le sue parole!!! Non sa se mene rendo conto????? Scusa forse sei tu che non ti rendi conto che hai davanti un ragazzo con dei disturbi neurologici!!! Non e’ che il neuropsichiatra certifica cosi, perche’ ha inchiostro da sprecare!!!! Come siamo mal messi….