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DSA: valutare e impostare le verifiche

31 agosto 2012

Il momento della valutazione è molto delicato quando si ha a che fare con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Per lo studente DSA si dovranno impostare verifiche modificate, con criteri di punteggio adeguati. In particolare, si suggerisce di:

  • valutare il contenuto e non la forma, accettando risposte concise;
  • considerare le conoscenze e non le carenze;
  • modificare la percentuale soglia di sufficienza delle prove scritte;
  • prevedere eventuali prove orali a compenso;
  • accontentarsi di risultati parziali confidando in un apprendimento per accumulazione nel tempo;
  • fornire copia delle verifiche per una riflessione consapevole;
  • attivare tempestivamente attività integrative (sportello pomeridiano);
  • creare interazioni con DSA già diplomati;
  • dimostrarsi ottimisti sulle possibilità di recupero!

Nell’impostazione delle verifiche, si predisporrà sempre in lingua italiana la consegna dell’esercizio; verrà scelta accuratamente la tipologia degli esercizi da proporre, riducendone il numero o accordando più tempo; si preferiranno le verifiche strutturate alle domande aperte; è estremamente importante non spostare le date dei test e non sovrapporli nella stessa giornata a quelli di altre materie, evitando altresì test “a sorpresa”; è consigliabile favorire l’uso del PC e fornire il testo su chiave USB.

In caso di ripetuti insuccessi, si dovrà ricorrere alla suddivisione del programma disciplinare in più segmenti. Evitare comunque le fotocopie poco leggibili; i font diversi; gli esercizi su 2 colonne; le consegne in L2, o troppo lunghe; la traduzione ITA-L2/L3; produzioni scritte non guidate.

La metodologia suggerita per i DSA si accorda con quanto previsto a livello europeo: in futuro le prestazioni verranno valutate per competenze, in ambito pluridisciplinare. In quest’ottica andrà ripensato il sistema di valutazione, e sarà necessario costruire segmenti di insegnamento auto-consistenti, indicando altresì gli strumenti e le modalità per la valutazione dei risultati.

Tornando a un ragionamento più generale, e non solo legato al momento della valutazione, è importante che si instauri un rapporto costruttivo tra docente e studente: quindi è fondamentale condividere gli obiettivi, esplicitare le modalità degli esercizi, sostenere costruttivamente, evitare l’approccio punitivo e non rinforzante, abituare gli alunni all’autocorrezione e all’autovalutazione. Ricordiamoci che tutto ciò che non è vietato è permesso e va a vantaggio di tutta la classe; queste strategie sono per la maggior parte valide per tutti gli studenti perché incrementano l’attenzione di tutti, rendono più coinvolgente la lezione frontale, stimolano la partecipazione attiva degli studenti.

A mio parere solo l’esperienza dei docenti sul campo potrà portare contributi davvero costruttivi. La mia proposta è quella di creare gruppi di lavoro con docenti della stessa materia, anche a distanza. Le finalità sono molteplici:scambio di idee e materiali; confronto su didattica, verifica e valutazione; suggerimenti sulle strategie da utilizzare in classe e a casa; segnalazione di siti utili e novità.

COMMENTI / 6

  • ANGELITA

    Buon Giorno io ho una bambina che frequenta ora la classe seconda elementare e Vorrei chiedere se mi potete aiutare, tre cose : 1- quando ( in che classe) vengono somministrati da parte delle ulss i “dettati ” per riconoscere i bambini con DSA, 2 – quando vi può essere per legge la certificazione del disturbo di DSA ed ancora 3 – SE questo controllo viene fatto in TUTTE le scuole italiane, PRIVATE O NON.
    Vi ringrazio per tutte le preziose informazioni che ho trovato in queste vs pagine, mi sono servite veramente molto. grazie

  • Paola Fantoni

    Gent.ma Angelita,
    rispondo ai suoi quesiti:
    1. la diagnosi di DSA viene stesa in 3a elementare,
    2. la ASL non fa di prassi dei “dettati” per scoprire se il bambino è dislessico o meno, ma esistono dei progetti mirati che riguardano solo una piccola percentuale di studenti. I bambini di queste classi vengono sottoposti a test. Ad esempio nella mia città il progetto riguarda 5 classi della scuola materna e 5 classi di primaria, del 1° e 2° anno.
    3. in caso di sospetto DSA, è la famiglia che deve rivolgersi ai Servizi Sanitari o ai Consultori convenzionati e prendere appuntamento per una valutazione.
    Rimango a Sua disposizioni per ulteriori chiarimenti.

  • vittorina

    Mio figlio frequenta per la seconda volta la prima superiore, nonostante il piano individualizzato non riesco a far accettare agli insegnanti che mio figlio NON finge ci rendiamo conto mi hanno detto che ci marcia le valutazioni orali in realtà sono verifiche scritte con voto in orale anche quando sa e io so che sa perchè studio con lui quando gli danno molto i voti sono 6= o con tre – o al max 5 1/2 e non più tardi di oggi è tornato a casa con il suo 5 1/2 e mi ha detto che non vuole più andare a scuola i commenti che mi fanno TUTTI gli insegnanti dall’asilo : è distratto, irrequieto, non prende appunti, disturba….. sono veramente stanca……

  • Riccardo

    Salve, sono un ragazzo di 18 anni affetto da dislessia, discalculia e disgrafia che frequenta un liceo artistico. Sono stato bocciato per 2volte in prima superiore e la seconda volta a me, a mia madre e ai genitori degli altri ragazzi dislessici era stato detto di mandarci a lavorare in quanto non avrebbero adottato le misure necessarie e che eravamo dei ragazzi “scomodi” in quella scuola. Dopo quella bocciatura ho deciso di riprovare e dato che non avevo ne gli stessi insegnanti, ne la stessa preside sono passato con solo un debito, in inglese. La seconda superiore l’ho passata senza alcun problema in quanto ero seguito e aiutato sia dagli insegnanti che dai miei compagni di classe e in più in classe c’erano degli insegnanti di sostegno che ci aiutavano.
    Bene quest’anno invece, nonostante abbia come professoressa di italiano la persona a capo delle questioni riguardanti i dislessici, sono massacrato in alcune materie come matematica, fisica e mentre nelle altre materie strutturano le verifiche come pare a loro e oltretutto non tutti seguono il PEP.
    Io chiedo cosa dovrei fare in quanto la professoressa di matematica e fisica mi abbia dato un 2 nell’ultima verifica di matematica e mi ha rimandato per la 5° volta la verifica di recupero di fisica, non ho mai preso una sufficienza tranne che nelle cose spiegate l’anno scorso e oltretutto sembra fregarsene dei voti che prendo. Io sinceramente non so più che fare, e non ho intenzione di passare l’estate sui libri per colpa di altri in quanto il mio studio è a un livello critico(non dormo di notte per studiare , a volte stò sveglio fino alle 4 o le 5 del mattino per poi prendere insufficienze). Chiedo cortesemente un parere in quanto sia io che i miei genitori non sappiamo che fare.
    Grazie mille.

  • Paola Fantoni

    Risposta per RICCARDO, post del 21 maggio
    Purtroppo la tua situazione è comune a quella di molti altri studenti della secondaria di secondo grado. Partiamo dal Piano Didattico Personalizzato. I docenti devono fare espressamente ciò che hanno programmato. La legge sulla trasparenza impone poi che vengano rilasciate le fotocopie delle verifiche, per una attenta e consapevole valutazione degli errori commessi. Se i tuoi docenti NON ottemperano a quanto promettono in prima istanza sono passibili di segnalazione all’Ufficio Scolastico Provinciale di riferimento. Da dove mi scrivi? Se nel tuo PDP – come immagino e dovrebbe essere – vi sono indicazioni sulle misure dispensative adottate e sugli strumenti compensativi, i docenti non possono esimersi dal loro utilizzo. Sicuramente manca, oltre all’empatia docente-studente, quella conoscenza del disturbo che permette di interagire positivamente con lo studente che il docente ha di fronte, con le sue criticità, ma anche positività. Se vuoi scrivimi al seguente indirizzo: paolafan@libero.it A presto! Paola Fantoni

  • Paola Fantoni

    Cara Vittorina,
    innanzitutto ci scusiamo per il ritardo nella risposta, ma abbiamo visto solo oggi il Suo post. Legga la risposta al post seguente il Suo, inviato da Riccardo. Purtroppo la maggior parte dei docenti ha idee fantasiose sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento e – ciò che ritengo più grave – non operano come dovrebbero quando hanno in classe uno studente con diagnosi. La recente Circolare sui BES Bisogni Educativi Speciali dovrebbe aggiungere nuovi elementi di riflessione, ma purtroppo è il muro di indifferenza dei docenti ad avere sempre la meglio. Suggerisco anche a Lei di scrivermi al mio indirizzo di posta: paolafan@libero.it
    per poter scendere nei dettagli sul Suo caso personale. La aspetto!
    Paola Fantoni