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Il referente DSA, il consiglio di classe e il piano didattico personalizzato (PDP)

10 dicembre 2012

È di basilare importanza l’atteggiamento di ogni singolo docente. Questi riconoscerà i segnali prodotti da uno studente DSA, non lo abbandonerà, non eviterà di comunicare con lui nonostante la difficoltà, ne identificherà i punti di forza e di debolezza, lo sosterrà costruttivamente, in collaborazione con i colleghi, senza mai delegare i propri compiti. Una difficoltà del docente deriva dal fatto che il ragazzo dislessico non vuole che si sappia del suo disturbo all’interno della classe di appartenenza, rifiutando così di farsi aiutare. Bisogna prestare particolare attenzione a come presentare il problema nel gruppo classe, in modo che venga confermato, nell’ambito delle relazioni all’interno della classe, il valore dell’alunno DSA come persona.

Il referente DSA presenta ogni nuova diagnosi al Consiglio di Classe e prepara la parte introduttiva del PDP estrapolando da essa i seguenti 4 punti fondamentali: lettura – scrittura – calcolo – conclusioni. Quindi suggerisce le misure compensative e gli strumenti compensativi ritenuti più adeguati. Il Consiglio di Classe redige entro la fine del mese di novembre il Piano Didattico Personalizzato, inserendo – oltre alla singola programmazione per materia – anche informazioni relative alla metodologia che si intende impiegare, agli strumenti compensativi che saranno utilizzati e le misure dispensative che saranno accordate.

Il PDP inoltre – oltre alle indicazioni della diagnosi – registra i dati dello studente e le notizie relative alla scolarità pregressa, descrive l’ambiente educativo di supporto pomeridiano e definisce l’impegno famiglia-scuola, che viene sottoscritto da tutte le parti interessate.

Scarica da questo link un modello di Piano Didattico Personalizzato.

COMMENTI / 5

  • Roberto

    gentilissima, volevo chiedere cosa si può faree se la referente mette i bastoni tra le ruote, nel consiglio di classe, comunicando dati errati (cioè che non c’è la diagnosi…..), quando la prima diagnosi è stata formulata nel 2009, si rifiuta di vederlo, valutarlo, aiutarlo, non compila il pdp, lo fa compilare al coordinatore di classe, ed infine, dato che vige un ignoranza abissale, tra i docenti, in materia di DSA, alcuni nel pdp dichiarano che il ragazzo non ha bisogno di strumenti dispensativi,,,,,,, non ci ha nemmeno aiutati quando abbiamo avuto dei problemi con degli insegnanti…. Io vorrei sollevarla ufficialmente dall’incarico……. Come posso fare, il corso di studi è iniziato da tre mesi, non so se reggeremo per tre anni….
    un genitore seriamente preoccupato….

  • Paola Fantoni

    La funzione del Referente Dislessia di istituto è molto delicata: deve fare da tramite tra lo studente DSA, la sua famiglia e il Consiglio di Classe. L’incarico viene proposto dal Dirigente e ratificato dal Collegio dei Docenti. Il Referente DSA deve possedere una sensibilità verso i bisogni di questi studenti, deve aver frequentato corsi di formazione ed essersi aggiornato in materia, presso l’Associazione Italiana Dislessia o altri Enti di Formazione accreditati.
    Nel Suo caso mi sembra ci siano molti vizi di forma e di sostanza. Ha parlato con il Dirigente Scolastico? E’ lui/lei il/la garante del SUCCESSO FORMATIVO di OGNI STUDENTE, dsa o no.
    Da quanto mi dice, i docenti del CdC non sembrano pronti ad affrontare la questione, relativa a suo figlio/figlia della scuola secondaria di primo grado.
    Per ulteriori informazioni, ed essendo la materia delicata, mi scriva nuovamente sulla mia mail personale: paolafan@libero.it
    Cordiali saluti,
    Paola Fantoni

  • Loredana Mucedola

    Nella mia scuola, dove c’è “molto fai-da-te” non è il responsabile /funzione strumentale del sostegno a compilare il pdp, in quanto ciò viene chiesto alle insegnanti di classe. Vorrei sapere, per mia conoscenza, se è legittimo e consentito; ma soprattutto vorrei dire a Roberto, il papà del bambino di cui sopra, che è molto più importante l’atteggiamento e l’azione pedagogica e didattica degli insegnanti nei confronti del figlio anzichè la compilazione corretta del pdp che io personalmente vedo come mera estrinsecazione burocratica. Ciò che deve incoraggiare e rafforzare è il giusto approccio e la volontà di tutte le parti a stretto contatto nel co-condurre il percorso educativo-affettivo in cui poco c’entra il referente (tra l’altro nel caso in questione figura poco sensibile e quindi da non considerare nè utile, nè fondamentale alla crescita dell’individuo-alunno). Il genitore, pur avendo senza dubbio ragione, farà bene quindi a focalizzare la sua attenzione sulle vere figure importanti interagenti con suo figlio, i docenti, poichè è con loro che il bambino si relaziona ogni giorno. Poca importanza ha un pdp compilato scrivendo assurdità…
    Maestra Loredana

  • Paola Fantoni

    Gent.ma Loredana, Lei ha ragione ad evidenziare il diverso peso che ha la semplice compilazione del PDP, rispetto ad una autentica presa in carico dell’alunno da parte dei suoi insegnanti, a qualunque ordine di scuola appartengano. Cionondimeno però, è da segnalare la funzione delicata ed importante rivestita dal Referente DSA di istituto. Questo docente, scelto dal Dirigente ed approvato dal Collegio dei Docenti, deve o dovrebbe svolgere dei compiti assolutamente non secondari: dialogo con la famiglia e con il diagnosta, incontro con i docenti dell’ordine di scuola di provenienza, presenza nei CdC per la lettura e condivisione della diagnosi, supporto al Coordinatore di Classe nella stesura del PDP (la parte relativa alla diagnosi viene trascritta e ragionata dal Referente) e qualora emergano (sempre) problematiche in corso d’anno, somministrazione delle schede di monitoraggio alla fine del quadrimestre, sportello settimanale DSA – tanto per citare i principali. Il PDP non è solo uno strumento che la Legge 170 chiede di compilare; rappresenta la base di partenza su cui il CdC è chiamato a lavorare e confrontarsi. Troppo spesso invece si crede che basti compilare un documento per sentirsi a posto con la coscienza. E’ non è così….

  • Benny77

    Salve Paola, come sottolinea la maestra Loredana che qui riporto testualmente <>

    Anche io desidererei sapere se ciò è legittimo.

    La legge 170 parla di un referente di istituto e non di classe che tra l’altro deve aver dei titoli (corsi di formazione, master ecc) per essere tale.
    Può un DS nominare (quasi dittatorialmente) un docente per classe quale referente dei ragazzi DSA di quelle classi, docenti che magari non hanno nessuna competenza specifica in materia …. e per giunta neanche pagati?

    Grazie della risposta