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Progettare la comunicazione per ampliare l’accesso alla conoscenza

17 maggio 2013

di Luciano Perondi & Leonardo Romei

Che cosa fanno gli insegnanti, gli scrittori, gli editori? Cercano di trasmettere conoscenza ad un pubblico attraverso degli strumenti di comunicazione: sono dei progettisti.

L’attenzione legislativa verso i BES (bisogni educativi speciali) e i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), che ne sono una tipologia, può essere interpretata come un’occasione per migliorare gli strumenti di progettazione e ampliare il numero di possibili utenti. Perché questo sia possibile – non dimenticando che gli utenti sono diversi per intelligenza, stili di apprendimento, cultura, capacità di comprensione – è necessario cambiare mentalità e fare in modo che gli strumenti siano funzionali agli utenti e non viceversa.

Diventa così necessario ragionare nei termini di una progettazione inclusiva, e per farlo è fondamentale riflettere sulle forme di trasmissione del sapere, in modo da scomporle e ricomporle a vantaggio della comprensione.

Pensiamo adesso a un libro. L’approccio che noi definiamo come non inclusivo può essere sintetizzato, estremizzando a scopo esemplificativo, come segue.

Il progettista sviluppa un libro con una sequenza di parole messe una dopo l’altra da un valido autore, successivamente le abbina a qualche schema, immagine, apparato di consultazione. Tutto è realizzato con grande attenzione ai contenuti, ma gli studenti dislessici sono completamente tagliati fuori: il corpo del carattere è piccolo, gli schemi sintetizzano una porzione minuscola dei contenuti, le immagini sono poco più che evocative o decorative.

Diventa allora lecito chiedersi cosa prevede il progettista per i dislessici. La risposta, purtroppo, è poco o niente. La norma è infatti che il progettista trascuri gli studenti affetti da DSA immaginando che questi si doteranno autonomamente di strumenti compensativi più o meno evoluti e tecnologici, in grado di rendere ascoltabile il testo e/o aiutarli nella realizzazione di mappe, oppure confida che saranno aiutati da docenti che li assisteranno con percorsi personalizzati.

Niente a che vedere con l’approccio inclusivo che, invece e sempre estremizzando, è sintetizzabile come segue.

Attraverso una serie di test e di modalità di interazione col lettore, il progettista/autore individua un’impostazione grafica (carattere, colonne, interlinee, margini) in grado di migliorare il più possibile la fruibilità del testo; fa in modo che una parte ampia dei contenuti sia presentata attraverso schemi che mostrano relazioni e connessioni tra i concetti; inserisce mappe tematiche e linee del tempo che mettono in rapporto spazi, tempi, eventi; integra nel testo tabelle con informazioni sintetiche e organizzate; sfrutta l’impostazione della pagina per comunicare la gerarchia delle informazioni.

Fa in modo, insomma, che la stessa informazione sia comunicata in modi diversi, e su più livelli: da parole in sequenza, schemi, immagini; dal modo stesso in cui è impostata la pagina.

In questo modo, il progettista aumenta la possibilità che i diversi tipi di utenti che avranno a che fare con il suo testo possano individuare un personale accesso ai contenuti e cerca di ridurre la necessità di strumenti compensativi, che spesso vengono a mancare e che sono comunque apparati esterni al progetto.

In altri termini si può dire che la progettazione inclusiva dovrebbe far tesoro delle competenze acquisite nell’elaborazione di strumenti compensativi e applicarle, con le dovute mediazioni, nella progettazione dei testi per tutti i tipi di studenti.

Queste preliminari considerazioni sulla progettazione inclusiva valgono anche per i docenti. Anche loro sono progettisti: delle loro lezioni, dei materiali didattici, delle prove di verifica.

In particolare rispetto alle prove di verifica è utile ricordare che nella comunicazione scritta non esiste una versione alta (la successione di parole) e una bassa (schemi e immagini).

Tra un testo lineare e un’immagine esistono infinite possibilità per comunicare, e ogni forma mette in risalto diversi aspetti di un’informazione.

Considerare diverse modalità di comunicazione fornisce molteplici strade di accesso alla conoscenza e dunque aumenta la possibilità di individuare strategie didattiche e di verifica efficaci per i vari studenti. Tutto questo richiede però di individuare quali sono le variabili in gioco nella comunicazione visiva e di testarle con i propri interlocutori.

Nei prossimi articoli affronteremo dei temi specifici per aiutare i docenti nella progettazione, come la capacità degli studenti dislessici di riconoscere i simboli e l’organizzazione delle informazioni nello spazio, la necessità di elaborare un metodo per scegliere i caratteri e le impostazioni grafiche più opportune, l’importanza e le modalità di costruzione di schemi per sintetizzare i contenuti.

Cercheremo così di offrire ai docenti spunti per stimolare gli studenti a costruire un loro personale percorso di conoscenza e a ridurre così quel gap dovuto al fatto che la trasmissione del sapere nei testi di impostazione tradizionale e lineare si basa soprattutto sulle parole e un alunno affetto da DSA ha difficoltà proprio quando l’unico modo che ha di accedere al testo passa dall’alfabeto.

Note biografiche degli autori

Leonardo Romei

Co-fondatore dello studio di progettazione della comunicazione QZR; docente di Semiotica presso l’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Urbino.

Luciano Perondi

Luciano Perondi, progettista di caratteri tipografici e information designer; docente di Storia del libro presso l’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Urbino.

COMMENTI / 1

  • Roberto

    mar03Raffaele Da parte mia, complimenti.Sono istcitro da circa due anni. Ho lasciato dei commenti in forma labile e sporadica. Non ho ben capito il vantaggio di essere anche abbonato, se non quello di scaricare la documentazione di alcuni progetti.Il sito mi piace molto. Non passa pif9 di una settimana che non faccia una consultazione. Tramite cif2 che ho letto sul vostro sito ho aqcuistato il kit Arduino.Il sito di elettronica open souce mi piace molto. Lo repoto uno dei migliori del settore.Reputo ottima la divulgazione tecnologica che viene svolta.