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DSA: impostare e valutare le verifiche

di Paola Eleonora Fantoni

6 giugno 2012

L'importanza di predisporre materiale adeguato e di saper interpretare in modo positivo i risultati dei ragazzi

Dopo l’articolo pubblicato il mese scorso e dedicato a raccontare che cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e come si dovrebbe intervenire, questa volta affrontiamo un argomento più specifico: il problema della valutazione dei ragazzi con DSA.

Il momento della valutazione è molto delicato quando si ha a che fare con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Per lo studente DSA si dovranno impostare verifiche modificate, con criteri di punteggio adeguati. In particolare, si suggerisce di:

  • valutare il contenuto e non la forma, accettando risposte concise;
  • considerare le conoscenze e non le carenze;
  • modificare la percentuale soglia di sufficienza delle prove scritte;
  • prevedere eventuali prove orali a compenso;
  • accontentarsi di risultati parziali confidando in un apprendimento per accumulazione nel tempo;
  • fornire copia delle verifiche per una riflessione consapevole;
  • attivare tempestivamente attività integrative (sportello pomeridiano);
  • creare interazioni con DSA già diplomati;
  • dimostrarsi ottimisti sulle possibilità di recupero!

Nell’impostazione delle verifiche, si predisporrà sempre in lingua italiana la consegna dell’esercizio; verrà scelta accuratamente la tipologia degli esercizi da proporre, riducendone il numero o accordando più tempo; si preferiranno le verifiche strutturate alle domande aperte; è estremamente importante non spostare le date dei test e non sovrapporli nella stessa giornata a quelli di altre materie, evitando altresì test “a sorpresa”; è consigliabile favorire l’uso del PC e fornire il testo su chiave USB.

In caso di ripetuti insuccessi, si dovrà ricorrere alla suddivisione del programma disciplinare in più segmenti. Evitare comunque le fotocopie poco leggibili; i font diversi; gli esercizi su 2 colonne; le consegne in L2, o troppo lunghe; la traduzione ITA-L2/L3; produzioni scritte non guidate.

La metodologia suggerita per i DSA si accorda con quanto previsto a livello europeo: in futuro le prestazioni verranno valutate per competenze, in ambito pluridisciplinare. In quest’ottica andrà ripensato il sistema di valutazione, e sarà necessario costruire segmenti di insegnamento auto-consistenti, indicando altresì gli strumenti e le modalità per la valutazione dei risultati.

 Tornando a un ragionamento più generale, e non solo legato al momento della valutazione, è importante che si instauri un rapporto costruttivo tra docente e studente: quindi è fondamentale condividere gli obiettivi, esplicitare le modalità degli esercizi, sostenere costruttivamente, evitare l’approccio punitivo e non rinforzante, abituare gli alunni all’autocorrezione e all’autovalutazione. Ricordiamoci che tutto ciò che non è vietato è permesso e va a vantaggio di tutta la classe; queste strategie sono per la maggior parte valide per tutti gli studenti perché incrementano l’attenzione di tutti, rendono più coinvolgente la lezione frontale, stimolano la partecipazione attiva degli studenti.

A mio parere solo l’esperienza dei docenti sul campo potrà portare contributi davvero costruttivi. La mia proposta è quella di creare gruppi di lavoro con docenti della stessa materia, anche a distanza. Le finalità sono molteplici:scambio di idee e materiali; confronto su didattica, verifica e valutazione; suggerimenti sulle strategie da utilizzare in classe e a casa; segnalazione di siti utili e novità.

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