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Imparare sempre

I giovani e le scienze

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L’avventura dei giovani scienziati

di Paolo Magliocco

8 maggio 2012

Hanno la voce rotta dall’emozione, la giacca e la cravatta che indossano forse per la prima volta o il vestito bello che gli ha imposto la mamma, e con i quali si capisce che non sono a proprio agio. Ma sono davvero degli scienziati. E ci tengono più di ogni altra cosa a spiegare che cosa hanno fatto e perché.

Nei loro progetti ci sono ingegneria e informatica, fisica e biologia, astronomia ed ecologia e molto altro ancora. Sono i ragazzi delle scuole superiori di tutta Italia che hanno partecipato al concorso “I giovani e le scienze 2012”, radunati nella sede milanese della Fast (la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecnologiche, che organizza la selezione) per la fase finale della manifestazione, come si può vedere nel video che abbiamo realizzato in occasione dell’evento.

C’è chi ha creato un robot in grado di interagire con la voce umana per dare indicazioni stradali e chi ha costruito una sedia a rotelle guidata da comandi vocali per disabili che non possono usare le braccia, chi ha studiato la nostra galassia seguendo le tracce dell’idrogeno e chi ha tentato di trovare un nuovo metodo per depurare l’acqua, chi ha costruito un nuovo tipo di freno e chi una fresatrice comandata dal computer, chi ha ricavato celle fotovoltaiche sfruttando gli scarti dell’uva del proprio paese e chi ha misurato quanta energia rinnovabile si potrebbe ricavare dalla biomassa della propria campagna.

Perché quello che gli studenti fanno per partecipare a questa gara è in realtà molto più di un progetto: studiano, inventano, ma poi mettono in pratica e realizzano prototipi e si presentano alla giuria e al pubblico avendo in mano qualcosa che funziona, quasi pronto per l’iscrizione all’ufficio dei brevetti.

I loro professori li aiutano, li seguono (a volte sono proprio i docenti a proporre un tema o un’idea) ma poi sono davvero gli studenti a fare il lavoro necessario per sviluppare tutto, teoria e pratica, calcoli da risolvere e saldature da realizzare. I giovani e le scienze è una manifestazione che ormai è arrivata alla ventiquattresima edizione. Possono partecipare ogni anno tutti gli studenti delle superiori e quelli del primo anno dell’università, in piccoli gruppi o da soli, che abbiano un’idea originale in qualunque campo scientifico.

In teoria basta scrivere il progetto in un massimo di dieci pagine, ma quasi nessuno si accontenta, anche perché tra i criteri di valutazione della commissione che sceglierà i vincitori c’è pure la qualità della presentazione, accanto all’originalità dell’idea, alla creatività del progetto, alle sue possibili applicazioni pratiche e ad altri requisiti. I lavori arrivati alla fase finale di quest’anno, 30 in tutto, sono stati esposti a Milano per tre giorni nella sede della Fast e lì tutti hanno potuto vedere e capire che cosa hanno fatto questi ragazzi nel giro di pochi mesi.

Le loro realizzazioni sono spesso piccoli capolavori che colpiscono non solo per la fantasia, ma anche per il modo rigoroso e professionale con cui sono stati realizzati, per come vengono presentati, per gli scopi utili e concreti che hanno o per la capacità di sfruttare le tecnologie.

I migliori si sono conquistati il diritto a rappresentare l’Italia in una competizione europea che mette in gara tutte le squadre vincitrici delle selezioni nazionali, ma ci sono anche molti altri riconoscimenti in palio. Soprattutto viaggi di istruzione all’estero, un ottimo carburante per tenere acceso o sviluppare il motore della loro creatività. Ma quel che più conta è che i ragazzi hanno fatto qualche cosa che ha cambiato in modo radicale il loro rapporto con la scuola, la quale ha smesso di essere un luogo dove si impara soltanto ed è diventata un luogo dove si crea e si è protagonisti.

Sul sito della Fast si possono leggere le sintesi di tutti i progetti arrivati alla fase finale di quest’anno e dei precedenti, l’elenco dei vincitori e il bando per la partecipazione con i consigli su come fare a sviluppare il proprio progetto.

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