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I ragazzi inventano la scuola 2.0

di Paolo Prati

8 aprile 2013

E se fossero gli studenti a disegnare gli strumenti per la scuola 2.0 del prossimo futuro? Può sembrare una scommessa un po’ azzardata, e invece è vera e sta già dando i primi frutti. Dall’inventiva degli studenti sono già nati tre progetti in via di realizzazione, capaci di offrire nuove opportunità a tutti i ragazzi e anche ai loro docenti. Progetti semplici, accomunati dalla voglia di aprire le porte e le finestre delle classi e delle scuole per cercare di sfruttare le migliori possibilità disponibili al di fuori del proprio istituto e della propria cerchia di conoscenze, insomma di far fare alla rete quello che è il suo primo e più diretto mestiere: mettere in contatto.

Il primo progetto è una piattaforma che promette di dare la possibilità di «organizzare lezioni interattive, condividere esperienze, discussioni e testimonianze scolastiche». Il nome è eloquente: Let’s open your class. Nel mondo dello streaming e della banda larga, che cosa manca per poter andare a studiare altrove per qualche ora, senza muoversi dalla propria abitazione o dalla propria aula, semplicemente collegandosi al luogo dove una lezione interessante o un corso hanno luogo e possono essere condivisi dagli studenti interessati all’argomento, indipendentemente dal luogo in cui si trovano? Questo hanno pensato i ragazzi del liceo Manzoni di Caserta che hanno dato vita a Let’s open your class, nato per tentare di dare a ciascuna classe la possibilità di gemellarsi con tutte le realtà con cui condivide interessi.

Anche Elekto è una piattaforma di condivisione, ma in questo caso ad essere messe in comune sono le migliori esperienze, di cui ciascuno è a conoscenza o che ciascuno ha avuto l’occasione di sperimentare. Organizzate per semplici aree tematiche, dai viaggi di studio all’estero alle esperienze scuola-lavoro, dai seminari ai corsi extra-curricolari (i canali per ora sono sette, ma potranno essere aumentati all’occorrenza), le esperienze che vengono segnalate sono tutte capaci di migliorare le competenze per il futuro inserimento in campo lavorativo. L’idea e lo sviluppo di Elekton sono dei ragazzi dell’ITE E. Tosi di Busto Arsizio, in provincia di Varese.

Choice – mi gioco il mio futuro, guarda invece un passo indietro rispetto agli altri due progetti: quello a cui hanno pensato al Liceo Plinio di Roma è come mettere in grado i ragazzi di scegliere la scuola che sia davvero più adatta a loro. Il processo di scelta del percorso di studio, questa è la scommessa, può essere trasformato in un gioco, in un percorso a quiz che conduca ciascuno a mettere a fuoco le proprie capacità, aspettative, ambizioni e che aiuti anche a entrare subito in contatto con il tipo di offerta scolastica giusta.

Tutto è cominciato quando, nell’ottobre scorso, il Ministero dell’Istruzione ha lanciato il concorso Hack4School insieme ad Asset Camera, azienda della Camera di Commercio di Roma. L’idea era molto semplice: dare agli studenti la possibilità di dire la loro e di ideare ciò che gli sembra più utile e necessario. Certo, gli studenti da soli avrebbero avuto qualche difficoltà a realizzare le piattaforme, perché padroneggiare le tecnologie non è facile come utilizzarle. Ma al fianco dei ragazzi è scesa in campo una piccola squadra di sviluppatori che li ha messi sulla strada giusta durante il contest che si è svolto a Roma. Da questa giornata di lavoro sono usciti i tre progetti considerati i migliori. E da lì è cominciata la vera sfida: dimostrare che è possibile passare dalle parole ai fatti, dalle buone idee alla loro realizzazione concreta. Ancora una volta aiutati dal consorzio TOP-IX, dalle associazioni non profit Junior Achievement e Indigeni digitali, gli studenti hanno dimostrato di essere in grado di farcela e hanno messo in pista dei prototipi che sono già in grado di funzionare.

Per approfondire: la presentazione dei tre progetti sul sito del consorzio TOP-IX.