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Imparare sempre

Alberto Cairo Foto: Paolo Magliocco

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L’arte di immaginare i numeri

di Paolo Magliocco

18 luglio 2013

Alberto Cairo spiega che cos’è e come si può usare l’infografica, per dare più informazioni ed essere più liberi nel narrare una storia, scrivere un articolo o tenere una lezione

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Un grafico può aiutare a capire come stia diventando drammatica la disoccupazione molto più di tante parole. Con un grafico si può cogliere immediatamente la differenza tra il nostro stile di vita e la realtà di un paese straniero. Perché trasformare dati e cifre in istogrammi e figure è un po’ come dare a una persona un paio di occhiali e metterla in condizione di vedere ciò che prima non riusciva a decifrare: quello che era solo un mucchio di numeri e dati, all’improvviso diventa informazione. Così spiega il proprio lavoro Alberto Cairo, giornalista spagnolo, uno dei migliori creatori di infografiche oggi e, anche, uno dei migliori divulgatori del proprio lavoro, docente alla School of Communication della Miami University e autore di un libro su cosa sia l’infografica (L’arte funzionale, Pearson). La capacità di dar vita agli aridi numeri contenuti in una tabella, difficili da leggere e poco accattivanti, non è un’arte né una scienza, ma è una risorsa strategica per chiunque abbia bisogno di spiegare fenomeni complessi, che faccia il giornalista o il professore.

Infatti, avere a disposizione un’infografica cambia il modo in cui puoi raccontare ciò che vuoi o devi dire: «Sostanzialmente bisogna capire quali parti della storia sia meglio spiegare per iscritto e quali attraverso le grafiche. Per esempio, parlando di povertà ed educazione potresti centrare la storia su un caso specifico, un bambino che è cresciuto in un’area povera, sull’aspetto umano e caratteriale della vicenda, mentre la grafica si focalizzerà sui dati nudi e crudi: quante persone non hanno accesso all’educazione, quante persone sono povere, e via dicendo. I due aspetti del racconto saranno complementari».

Per diventare bravi creatori di infografica non c’è bisogno di essere degli specialisti di una materia, racconta Cairo, anzi l’importante è avere conoscenze in molti campi diversi, dall’informatica alla grafica. «Non devi limitarti a vedere le illustrazioni, devi cercare di leggerle, di guardarle veramente, domandandoti se la grafica sta comunicando in modo efficace. Se riesci a comprendere gli elementi positivi e negativi, ti stai allenando a capire come funzionano i grafici e in futuro crearne tu stesso».

Bisogna voler informare. Si deve avere conoscenze di statistica e metodi di ricerca, senza diventare esperti. Poi serve qualche conoscenza tecnica: un po’ di cartografia non fa male, un po’ di programmazione… Ci sono molte cose che bisogna imparare, ma mai in modo troppo approfondito, sarebbe impossibile essere un esperto in tutti i campi.

«Se devo creare una visualizzazione interattiva complessa, cerco dei collaboratori. Faccio gli schizzi, una ricerca preliminare, curo l’aspetto giornalistico del progetto, ma la fase tecnica di programmazione degli strumenti viene affrontata da altri».

E se certe volte l’infografica che abbiamo davanti ci stupisce perché ci sembra poco chiara, magari esageratamente artistica, meglio non giudicarla subito: «Capisco che talvolta si abbia la sensazione che il designer fosse più concentrato a creare una grafica d’effetto che una informativa. Ma ci sono anche persone che cercano di rompere le barriere, nuovi modi per comunicare i dati, al di là delle metodologie grafiche comuni, per creare nuovi approcci di visualizzazione delle informazioni. Ogni nuova forma grafica richiede un certo tempo per essere compresa da tutti. Quindi, se vedete una grafica complessa, non dategli solo una rapida occhiata per poi passare oltre. Cercate di spenderci due minuti: se dopo due minuti avrete iniziato a sfruttare la grafica per trarne informazioni rilevanti allora forse non è così negativa come pensavate. Forse è solo un tipo di grafica che non avevate mai visto prima».

Infografica Pearson The Learning Curve

Infografica Pearson The Learning Curve

D’altra parte, Internet e i nuovi dispositivi elettronici stanno rapidamente cambiando le cose, dando la possibilità di realizzare vere e proprie storie in movimento. «Ci sono due trend distinti ma complementari: uno è la trasformazione di una grande mole di dati in grafiche interattive che l’utente possa visualizzare e manipolare per trovare quello che cerca; l’altro è quello di usare tecniche diverse, come il video, per raccontare una storia: ad esempio viene creata una grafica animata che spiega un edificio storico o altre informazioni. Questi due trend sono complementari. Ma dobbiamo anche capire come far sì che lo stesso prodotto si veda allo stesso modo su schermi molto diversi, dal PC allo smartphone: questo è un problema ancora irrisolto».

Per approfondire, nel sito Pearson è disponibile il videocorso gratuito di Alberto Cairo, collegato alla scheda del libro L’Arte Funzionale.


 

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