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istruzione in tempi di crisi Foto: Archivio Pearson

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L’istruzione ai tempi della crisi

di Matteo Nassif

18 luglio 2013

Ogni anno l’OCSE, L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, realizza lo studio statistico Education at a Glance, rapporto sulla qualità dell’insegnamento, sulle scelte economiche intraprese dai governi nell’ambito dell’istruzione e sull’andamento del mercato del lavoro, con riferimento diretto al grado di istruzione raggiunto dai lavoratori presi in esame. Questi sono alcuni dei principali risultati emersi dall’ultima edizione, appena pubblicata.

Il 16% dei giovani fra i 15 e i 29 dell’area OCSE sono NEET: neither in employment nor in education or training, ovvero non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione o apprendistato.

Tuttavia, forse anche per la scarsa opportunità di lavoro, i giovani dei Paesi OCSE investono ancora di più negli studi universitari o nei corsi di formazione, tanto che dal 2000 al 2009 la percentuale di giovani di età compresa fra i 20 e i 29 anni impegnata negli studi è passata dal 22 al 29%.

Analizzando i dati tra il 2008 e il 2011, tra i Paesi OCSE quelli che promuovono maggiormente i corsi di formazione professionale hanno reagito meglio alla morsa della crisi.

Il divario tra lo stipendio medio di un lavoratore che ha conseguito il diploma di scuola secondaria e un altro lavoratore laureato è aumentato dal 50 al 75% circa nei Paesi OCSE.

L’alta disoccupazione giovanile non è inevitabile. Dai dati raccolti si riscontra che l’ammontare delle somme spese per l’educazione hanno poco a che fare con il successo o il fallimento di uno Stato nell’arginare la disoccupazione giovanile. Ciò che conta di più è la corretta allocazione delle risorse disponibili e la giusta valorizzazione dell’istruzione che viene fornita.

I Paesi devono assicurarsi di garantire sia un’educazione di base che alcune capacità, come quella di lavorare in gruppo o la capacità di comunicazione e negoziazione, che permetteranno agli individui di adattarsi a un mercato del lavoro destinato a essere sempre più selettivo e competitivo.

Per approfondire: leggi il rapporto dell’OCSE.

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