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Sei progetti per migliorare il mondo

di Alex Saragosa

3 dicembre 2012

Idee semplici e concrete che si possono realizzare con pochi mezzi.

Milioni di giovani nel mondo, vivono ancora in luoghi lontani da scuole (il 20% degli africani non ha accesso neanche all’educazione di base) oppure dove le uniche scuole sono quelle primarie. Oggi le nuove tecnologie che incrociano telefonia cellulare, computer e Internet, permettono in teoria di raggiungere tutti e assicurare a tutti una educazione. Ma mancano i software, i programmi e le app, adatti, pensati per funzionare anche dove non siano disponibili Adsl e smartphone.

Lo scopo della Education for All Crowdsourcing Challenge, organizzata dalla Pearson Foundation insieme a UNESCO e Nokia è stato proprio questo: raccogliere idee per programmi per l’educazione a distanza da usare nel mondo reale, come abbiamo raccontato anche nel numero 2 di iS magazine nell’articolo Insieme per vincere la sfida digitale. Le sei idee migliori in altrettante categorie sono state premiate con 3000 euro, uno smartphone e una biblioteca educativa per i giovani. Fra ottobre 2011 e maggio 2012 sono arrivate oltre 1000 proposte.

Gli autori hanno potuto conoscersi, scambiare opinioni e tenersi in contatto, grazie alla struttura di condivisione e miglioramento reciproco delle idee messa in piedi secondo il modello del crowdsourcing.

Vincitore nella categoria Prima infanzia è stato il cinese Nand Wadhwani con Health Phone, una app che invia informazioni su igiene, educazione, salute e nutrizione dei bambini, attraverso SMS, audio e video, direttamente ai cellulari delle mamme.

L’americana Laura Blackheart si è invece aggiudicata la categoria Parità di genere, con il suo Mobile Partners in Education, che mette in contatto classi femminili in aree svantaggiate con quelle di aree ricche, in modo da colmare il gap educativo scambiando materiale utilizzabile sui telefoni cellulari.

Nella categoria Alfabetizzazione ha vinto Test On Texts dell’indiano Sanjith Yeruva, che aiuta gli studenti a valutare quanto hanno appreso, tramite test personalizzati, che suggeriscono anche come colmare le lacune, con materiale scritto o video.

Uno svizzero, John Swaroop, ha vinto il premio per la categoria Educazione primaria, con il suo I-Learn,che usa testi, foto e video inviati sul cellulare, come complemento di programmi educativi seguiti via radio.

Anche nella categoria Qualità dell’educazione ha vinto un indiano, Harkirat Singh, con Mission for the week, una app che invia agli insegnanti una nuova “missione” settimanale da compiere, per stimolarli a migliorare i metodi educativi. Infine, nella categoria Educazione per adolescenti e giovani adulti è stata selezionata la Time Bank del keniota Eric Kotonya, che incoraggia i giovani ad apprendere, ma anche insegnare, tramite una videochat collegata a una Banca del tempo: il tempo guadagnato insegnando può poi essere speso per acquistare educazione specialistica, fornita dagli insegnanti iscritti alla comunità.

Visita il sito dell’iniziativa.

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