Pearson

Imparare sempre

Courtesy of Radiomigranti

espresso # /

Siamo tutti migranti

di Valentina Murelli

5 giugno 2012

Arben Dedjia, albanese di Tirana, è arrivato in Italia nel 1999. Tecnicamente è un migrante, ma è anche un medico e scrittore e ha dunque molte storie da raccontare, oltre a quella della traversata dell’Adriatico su una carretta del mare. Una di queste, sul fumo come fenomeno sociale e culturale in Albania, Dedjia l’ha regalata a un gruppo di insegnanti e studenti friulani, partecipanti di Radio Migranti, progetto di apprendimento cooperativo sulla migrazione sviluppato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la rete di scuole Ragazzi del fiume. In un “Campus”, una giornata-laboratorio di formazione, docenti e ragazzi hanno lavorato con l’autore, un regista, un musicista e un critico per trasformare la storia in un radiodramma.

È solo uno degli esempi delle tante attività di Radio Migranti e contiene tutti gli ingredienti fondamentali del progetto: l’incontro con il migrante, «una persona con esperienze e informazioni da condividere, non un animale esotico ingabbiato negli stereotipi della vita travagliata e della sofferenza per la patria lontana», spiega la coordinatrice Antonella Brugnoli, e poi il lavoro di gruppo, la narrazione in chiave emozionale («perché è dall’emozione che passa l’apprendimento»), l’esplorazione di più linguaggi con l’aiuto delle nuove tecnologie di comunicazione.

E non c’è solo l’esperienza dei Campus, organizzati a turno nelle scuole superiori che afferiscono al progetto. Tutti gli insegnanti interessati (finora ne sono stati coinvolti 500, nelle scuole di ogni ordine e grado della regione) possono sviluppare le loro attività in classe, magari con l’aiuto di un tutor, e condividerle sul sito. Così si invita a scuola la mamma peruviana di un’alunna, si fanno lavorare i ragazzi sulle immagini dell’emigrazione friulana degli anni Cinquanta, si organizza una performance teatrale sul tema del viaggio.

Courtesy of Radiomigranti

«L’idea guida del percorso è che la migrazione è un fatto quotidiano per tutti: chi ha un nonno emigrato in Argentina, chi un papà algerino, chi un compagno di banco cinese, chi una sorella in Spagna per l’Erasmus», dice Brugnoli. «Basta solo trovare il modo giusto per raccontarla».

Sembra che Radio Migranti l’abbia trovato, se ogni tanto tra i bambini e i ragazzi che prendono parte alle attività ce n’è qualcuno che si lamenta di non avere neppure un migrante in famiglia, perché sente di essersi perso qualcosa.