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The Learning Curve

25 gennaio 2013

Gentile Professoressa, gentile Professore,

la casa editrice Pearson ha promosso e realizzato con l’Economist Intelligence Unit, importante e noto centro di studi economici, un’indagine comparativa fra i sistemi scolastici di oltre 50 Paesi, con l’obiettivo di valutarne l’efficienza e di analizzare le variabili che maggiormente influiscono sulle prestazioni del sistema. Per l’estensione dell’indagine e per la complessità e raffinatezza delle metodologie impiegate, The Learning Curve – così si chiama la ricerca – rappresenta da oggi un punto di riferimento per chiunque operi nella scuola o sia interessato al tema, davvero cruciale, dell’istruzione e della formazione.

Ci sono almeno due buone ragioni per cui troviamo Pearson all’origine di questa iniziativa. In primo luogo perché Pearson è il più grande editore mondiale in campo scolastico ed educativo. La dimensione e la scala delle attività, la ricchezza delle esperienze, il confronto con le realtà sociali e culturali più diverse danno alle iniziative della casa editrice un respiro non solo estensivamente “globale”, ma anche capace di affrontare la tematica educativa in ogni suo aspetto, a partire dalle esigenze che la muovono e dai valori che la ispirano. In secondo luogo, perché Pearson concepisce l’apprendimento come un fattore decisivo nella vita delle società e dei singoli individui, come un bene primario da tutelare e promuovere. Il motto della casa editrice, Always Learning, significa nient’altro che questo.

Pearson opera in Italia con diversi marchi editoriali, alcuni dei quali ben noti ai docenti e alle famiglie italiane, come Paravia, Bruno Mondadori, Longman. E credo che The Learning Curve possa dare un contributo importante alla conoscenza del nostro sistema scolastico e utili strumenti a chi voglia occuparsene abbandonando schematismi, luoghi comuni e pregiudizi ideologici, alla ricerca di giuste politiche e buone pratiche. Non ci sono, ci dice The Learning Curve, ricette bell’e pronte e bacchette magiche. Ma una cosa è sicura: la scuola è in primo luogo i suoi insegnanti. Nessuna riforma, nessun investimento, farà funzionare la scuola in una società che non sia consapevole di questo.

L’editore

 Per approfondire:

 


 

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