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Imparare sempre

Alcuni studenti della Catalina Foothills School District di Tucson, in Arizona, che hanno raccontato la propria esperienza nei video della Fondazione Pearson.

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4C per disegnare il futuro

di Donato Ramani

9 ottobre 2013

“Critical thinking, communication, collaboration, and creativity. Pensiero critico, comunicazione, collaborazione e creatività: quattro “C” per quattro concetti tanto semplici quanto importanti.”

In un mondo che sta ridisegnando i propri connotati con una velocità senza precedenti, la scuola è chiamata a tenere il passo e a prepararsi a quello che, da molti punti di vista, rappresenta un cambiamento epocale. Del resto, tra i banchi e la cattedra, c’è grande urgenza di sostituire modelli improvvisamente invecchiati con approcci nuovi e diversi. Ma quali possono essere questi approcci? Nessuno ancora lo sa con certezza. Una proposta mette al centro “Critical thinking, communication, collaboration, and creativity”. Pensiero critico, comunicazione, collaborazione e creatività: quattro “C” per quattro concetti tanto semplici quanto importanti che indicano la direzione verso cui dirigersi nella formazione nel ventunesimo secolo. In molti istituti statunitensi, dalla costa Ovest della California a quella Est della Virginia, questa teoria è già diventata pratica. A dimostrarlo, tre video prodotti da Pearson Foundation assieme a EdLeader21, un «network di dirigenti di scuole e distretti scolastici impegnati nell’integrare le 4C nell’educazione», che raccontano un mondo dell’istruzione che, da quelle parti, si è già rimboccato le maniche e che può certamente rappresentare un  modello a cui ispirarsi. Ma che sono anche la testimonianza di un fermento e di un fenomeno inedito, la cui spinta arriva dal basso, da chi, a livello locale, sta cambiando radicalmente la didattica in un processo spontaneo sempre più esteso e comunitario che affianca e influenza i programmi governativi. Attenzione, però: chi pensa che i concetti trasmessi e le opinioni espresse riguardino esclusivamente la realtà statunitense si sbaglia.

Ciò che questi tre video dimostrano, infatti, ha un sapore universale e, come tale, da prendere in considerazione anche da chi è immerso in un contesto culturale ed educativo di stampo diverso. Del resto anche il PISA, il Programma per la valutazione internazionale della formazione scolastica, nel suo prossimo test (previsto per il 2015) terrà conto di queste nuove competenze per le sue valutazioni degli allievi di tutto il mondo, inserendo ad esempio il collaborative problem solving, la risoluzione collaborativa dei problemi. «Nel decennio passato si è molto parlato dell’approccio didattico più opportuno per la formazione degli studenti del nuovo secolo. Ma ci si è concentrati poco su che cosa le scuole o i distretti scolastici devono fare per trasformare tutto questo in realtà. Ora però esistono esempi concreti di scuole, dirigenti ed educatori che si sono impegnati su questo fronte raccogliendo brillanti risultati» ha dichiarato Ken Kay, amministratore delegato di EdLeader21. Torri Bryant, Elizabeth Blevins, Julie Sherill, Andrew Wild, sono soltanto alcuni nomi dei docenti, dirigenti scolastici ma anche genitori e studenti che il cambiamento lo stanno sperimentando nella loro quotidianità.

Sono loro, con le loro testimonianze raccolte nei video, a farci entrare in un diverso mondo possibile di cui sono fautori e promotori, raccontando «i modi in cui le nuove strategie educative possono essere integrate e implementate nella scuola e nelle comunità locali» come ha affermato Mark Nieker, amministratore delegato e presidente della Pearson Foundation. Passo dopo passo, i tre filmati analizzano ogni singolo aspetto di un processo complesso ma dalle molte potenzialità. The Role of Leaders in 21st Century Education, il primo dei tre video, si concentra sul difficile compito di chi, come dirigente scolastico, deve pianificare un nuovo modello di formazione forgiato per fornire ai ragazzi gli strumenti, e non solo le nozioni, utili per renderli  protagonisti attivi nella società che verrà. Nel secondo filmato, The Four C’s: Making 21st Century Education Happen, le testimonianze raccolte forniscono una panoramica degli approcci adottati in ogni angolo degli Stati Uniti e delle esperienze già compiute, affermando il valore della collaborazione e dello scambio tra docenti, del lavoro in team, del coinvolgimento attivo degli studenti nel processo educativo. Soffermandosi anche sulle difficoltà che questi cambiamenti pongono in essere: per esempio quelle legate al monitoraggio della nuova didattica e alla valutazione delle inedite prove con cui docenti e ragazzi sono chiamati a misurarsi. Tema, questo, approfondito nel terzo filmato intitolato Assessing the Four C’s: The Power of Rubrics  in cui vengono mostrati gli sforzi fatti dai diversi distretti scolastici per mettere a punto protocolli trasparenti ed efficaci per inserire le 4C nel processo formativo e valutare i progressi degli studenti. Quella che ne emerge è una scuola sempre più sensibile alla realtà e alle sue esigenze presenti e future, capace di mettersi in discussione sostenendo la circolazione delle idee e favorendo una visione olistica e non più frammentaria dell’educazione. Una scuola che, grazie ai suoi protagonisti, sa farsi promotrice di un movimento che parte dalla base, denso di idee e di novità e per questo in grado di dare una vera svolta alla didattica. Come fare per alimentare questo processo? Elisabeth Celania-Fagen, sovrintendente scolastico della Douglas County Schools, Colorado, in uno dei video suggerisce di «pensare in grande partendo dal piccolo». Un invito, il suo, a mettersi in moto con coraggio e indipendenza, individuando quell’eccellenza che, anche a livello locale, sa fiammeggiare di energia. Incentivare le proposte del singolo individuo o della singola realtà che hanno il sapore della novità: per Celania-Fagen il giusto approccio è questo. E infatti descrive così la sua ricetta verso il cambiamento: «Diamo a questi innovatori sostegno e risorse: le nostre aspettative non saranno disattese. Le buone idee, poi, si propagheranno da sole e divamperanno rapide. Come se fossero fuoco».

 

Alcuni studenti della Catalina Foothills School District di Tucson, in Arizona, che hanno raccontato la propria esperienza nei video della Fondazione Pearson.

Alcuni studenti della Catalina Foothills School District di Tucson, in Arizona, che hanno raccontato la propria esperienza nei video della Fondazione Pearson.

 

 

 

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