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A che punto è l’Europa digitale

di Eleonora Brianzoli

19 marzo 2012

L'indagine dell'UE sull'uso dei computer: la diffusione delle macchine cresce, ora bisogna pensare a come vengono usate.

La Nuova agenda digitale per l’Europa approvata dalla Commissione europea nel 2010 indica una serie di obiettivi da raggiungere nei prossimi anni per fare in modo che lo sviluppo sempre più rapido delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) abbia un riflesso positivo sull’economia e sulla società.

Primo fra tutti, l’aumento dell’alfabetizzazione informatica che deve cominciare proprio sui banchi di scuola. I risultati del rapporto Eurydice 2011 sono incoraggianti. Eurydice è una rete che analizza i sistemi educativi europei: il rapporto che elabora annualmente fornisce dati sull’utilizzo delle TIC per l’apprendimento e l’innovazione nelle scuole dei 27 paesi membri dell’Unione europea a cui si aggiungono Islanda, Norvegia, Croazia e Turchia.

L’ultima analisi disponibile, che si riferisce agli anni 2009 e 2010, evidenzia una diffusione capillare dei computer tanto nelle scuole quanto nelle famiglie. La percentuale di bambini che dispongono di un computer a casa è aumentata in tutti i Paesi, a prescindere dal livello di reddito pro-capite. Stessa cosa vale per gli istituti scolastici: nel 2009, in quasi tutti gli Stati, almeno il 75% dei ragazzi frequentava scuole in cui c’era un computer ogni 4 studenti.

Dieci anni fa il rapporto variava da 1 PC per 25 studenti a 1 per 90, a seconda dei Paesi. Dati che fanno ben sperare, insieme al fatto che la maggior parte dei Paesi esaminati raccomandano o suggeriscono approcci pedagogici innovativi. Tutti i Paesi poi, ad eccezione di Danimarca e Islanda, promuovono a livello centrale programmi per l’apprendimento professionale continuo, che includono lo sviluppo delle abilità degli insegnanti nelle TIC. Uno sguardo più approfondito, tuttavia, svela un quadro diverso.

I giovani hanno un PC a casa, ma lo utilizzano soprattutto per svago. Il 67% usa l’e-mail almeno una volta alla settimana, ma solo al 37% serve per attività scolastiche. Per il 40% degli studenti l’insegnamento di matematica e scienze ha sofferto della carenza o dell’inadeguatezza di programmi informatici e dell’insufficienza di professori formati nelle TIC. Insomma, sembra difficile tradurre in pratica le linee guida elaborate a livello ministeriale o di singolo istituto.

L'uso delle nuove tecnologie per divertimento supera molto l'uso per la scuola, nella media UE come in Italia. Il nostro Paese risulta solo leggermente sotto la media. Fonte: Rapporto Eurydice

L’uso delle nuove tecnologie per divertimento supera molto l’uso per la scuola, nella media UE come in Italia. Il nostro Paese risulta solo leggermente sotto la media. Fonte: Rapporto Eurydice

La disponibilità di classi attrezzate è naturalmente un pre-requisito essenziale per introdurre metodi di insegnamento innovativi ma l’effettiva applicazione di tali metodi è influenzata da molti altri fattori: tecnologici e organizzativi. Il compito di curare l’aggiornamento degli strumenti e dei software disponibili è spesso delegato ai singoli istituti, creando gravi lacune. Per esempio, circa un terzo degli studenti non ha accesso a programmi informatici mirati all’apprendimento delle scienze e della matematica.

Una delle innovazioni più rilevanti consentite dalla TIC, poi, è la possibilità che gli allievi siano messi in grado di valutare in autonomia i risultati raggiunti in una determinata materia. Possibilità che viene però sfruttata solo in pochi Stati. La Commissione europea, con l’Agenda digitale approvata nel 2010, insiste sull’importanza che deve essere data ai professori: «È vitale» si legge «che l’Unione europea abbia insegnanti ben formati che siano in grado incorporare le TIC nell’educazione». L’apprendimento delle abilità informatiche essenziali è infatti, secondo la Commissione, la base per promuovere «la coesione comunitaria fondata sulla democrazia, la comprensione reciproca, il rispetto delle diversità e la cittadinanza attiva» ma anche per raggiungere «la realizzazione personale e la felicità».