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PISA. Così si costruisce l’eccellenza

di Stefano Glenzer

19 marzo 2012

Ecco sei esempi virtuosi di Paesi che grazie ai suggerimenti dello studio PISA hanno capito come investire nella scuola e nel futuro e che oggi preparano al meglio i propri giovani per le sfide del domani.

Uno degli obiettivi del PISA è infatti mettere a confronto i Paesi perché ciascuno possa capire i propri punti di forza o di debolezza e imparare dagli esempi di altri per migliorare la propria situazione.

Per questo la Pearson Foundation è andata a indagare le storie di questi sei Paesi che grazie alle proprie scelte politiche hanno raggiunto ottimi risultati o migliorato in modo significativo la propria posizione.

SHANGHAI: AIUTARE I PIU’ SVANTAGGIATI

Shanghai ha migliorato i propri standard fino piazzarsi prima nella classifica PISA del 2009 (556 punti contro una media OCSE di 493). Questo risultato è stato ottenuto con un mix di attenzione e buonsenso: studenti impegnati a tempo pieno a scuola e a casa; apprendimento teso a sviluppare il potenziale di ogni ragazzo; 240 ore di corsi di aggiornamento ogni 5 anni per i docenti; fondi pubblici destinati alle scuole svantaggiate e scambi di professori con le migliori; responsabilizzazione dei migliori istituti per fare da “guida” ai più periferici.

BRASILE: IL DECENTRAMENTO HA FUNZIONATO

Il test PISA del 2000 era andato male per il Brasile: meno dell’1% dei ragazzi si era piazzato al livello più alto. Poi è stata potenziata la decentralizzazione del sistema scolastico. Ognuno dei 27 Stati federali ha dovuto coordinare il lavoro delle autorità municipali. Uno degli obiettivi è stato alzare la qualità del milione e mezzo di docenti: sono stati fissati un salario base e migliori requisiti per insegnare. In più, è stato creato l’Indice di Base dello Sviluppo dell’Educazione per controllare la performance di ogni scuola, identificare i punti deboli e intervenire con misure appropriate.

FINLANDIA: STUDENTI E DOCENTI DIVIDONO LE RESPONSABILITÀ

Terzo gradino del podio del PISA 2009 per Helsinki, con 536 punti. Ora c’è un gap molto basso tra studenti migliori e peggiori e varia di poco anche la qualità delle scuole. Una ragione è la grande responsabilità personale data a ragazzi e insegnanti. Le strutture sono flessibili, gli alunni e i professori scelgono cosa studiare e come farlo, dai curriculum ai libri di testo. Le scuole provvedono a tutto: mensa, servizi medici, psicologi e altre attività per studenti e famiglie. Gli scolari lavorano in team su vari progetti, possibilmente toccando più materie.

GERMANIA: IL FUTURO SI COSTRUISCE GIÀ ALL’ASILO

I risultati PISA del 2000 hanno fatto scattare un campanello d’allarme nel popolo tedesco. Gli standard erano bassi e le opportunità di crescita non omogenee. Il governo federale ha quindi deciso di rinforzare i contenuti dei programmi prescolari e di dare l’opportunità a tutti i bambini sopra i tre anni di frequentare l’asilo. A partire dalle elementari, è stata allungata la giornata scolastica con attività extra-curriculari tre pomeriggi a settimana. E i nuovi insegnanti vengono preparati a confrontarsi con specifici problemi attraverso la supervisione di un docente speciale.

ONTARIO: L’INTEGRAZIONE AL LAVORO

L’immigrazione è fondamentale in un Paese dove il tasso di natalità è molto basso. Il sesto posto per il Canada (524 punti nel 2009) è merito delle scelte fatte per inserire i figli degli stranieri e coniugare la cultura autoctona con le usanze dei nuovi arrivati. Per questo è stato lanciato un progetto per gli studenti delle superiori che non vogliono seguire le materie tradizionali ma preferiscono migliorare le proprie competenze pratiche. E i professori hanno avuto classi ridotte e più tempo con i ragazzi per affinare l’istruzione.

POLONIA: DARE UN’OPPORTUNITÀ A TUTTI 

Fino alla caduta del comunismo solo il 20% degli studenti entrava nel programma triennale di preparazione all’università. Poi molte riforme hanno migliorato il sistema: dai 15 ai 18 anni ora è necessario scegliere tra indirizzo accademico, tecnico o professionale. Tutte le scuole devono offrire lo stesso alto standard di insegnamento e opportunità a ogni studente. Esami esterni agli istituti alla conclusione di elementari e medie servono a monitorare la situazione. Il resto l’hanno fatto la maggiore flessibilità e l’introduzione di bonus per i docenti migliori.

Approfondimenti
Che cos'è il PISA?

Per maggiori informazioni sull’indagine PISA leggi anche l’articolo PISA. Radiografia dell’istruzione nel mondo.

L'esperienza di Pearson per il futuro del PISA

Nel 2015 il test misurerà anche la capacità di problem solving degli studenti di tutto il mondo e in alcuni Paesi i ragazzi svolgeranno le prove con il computer. Pearson è stata scelta dall’OCSE come partner per la progettazione del futuro del PISA. Scopri cosa cambierà nell’articolo: L’esperienza di Pearson per il futuro del PISA.