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Estetica. Così immaginare può favorire l’incontro

di Renato Boccali, Ricercatore all’Università IULM di Milano dove insegna Estetica

10 ottobre 2012

Nella società globale l’immaginazione gioca un ruolo strategico. Grazie alle nuove metodologie dell’immaginario diventa anche uno strumento che favorisce l’incontro tramite la demistificazione di immagini-ostacolo. 

Una lunga tradizione di pensiero ci ha abituati a considerare l’immaginazione come qualcosa di effimero e fuggevole. Maestra di errore, l’immaginazione non deve insinuarsi in un buon ragionamento, pena la squalifica del ragionamento stesso. Pervertendo la logica, l’immaginazione turba il rigoroso procedere della scienza che dovrà, dunque, ben guardarsi da quelle immagini spontaneamente prodotte o ricevute dall’ambiente esterno sotto forma di pre-concetti.

L’immaginazione trova però piena dignità di utilizzo nell’asse artistico e creativo dell’esistenza, dove anzi costituisce una pre-condizione per ogni tipo di attività umana legata all’espressione estetica. Sarà il poeta romantico inglese Coleridge, nelle sue riflessioni intorno alla poesia, a distinguere tra immaginazione (imagination) e fantasia (fancy).

La prima è una vera e propria facoltà creatrice di forme, frutto della libera e spontanea attività produttrice dell’uomo di genio. La seconda, invece, è un’attività meccanica, legata alla memoria e dunque alle leggi di associazione del ricordo. Le immagini prodotte dalla fantasia risultano quindi senza vita e paradossalmente prive di realtà, mentre quelle prodotte dall’immaginazione nella sua libera attività ideale sono in grado di generare nuove realtà che “agiscono” direttamente sul mondo. In verità è stata fatta molta strada rispetto a questo tipo di impostazione.

Le neuroscienze hanno messo in evidenza un “cervello creativo” in grado di realizzare innumerevoli variazioni negli stili cognitivi dell’immaginazione. Lo studio delle funzioni cerebrali implicate nell’immaginazione permette di chiarire le basi neuronali del processo immaginativo riconoscendo la giusta dignità all’attività dell’immaginare. Attività che risulta allora proficuamente presente anche nell’elaborazione del pensiero scientifico e nell’attività sperimentale oltre che nella creazione artistica, pur non essendo in quest’ultimo caso l’unica condizione della produzione estetica.

Un contributo essenziale allo sviluppo di una riflessione critica intorno alla questione dell’immaginazione proviene però dalle cosiddette Humanities. È in particolare in Francia, a partire dalla metà del XX secolo, che si sviluppano in parallelo studi di ordine filosofico, socio-antropologico e letterario.

Grazie a essi è possibile trovare una sintesi metodologica chiara. L’immaginario è la rete dell’imago-sfera, il grande bacino virtuale di immagini dotato di leggi e modalità specifiche di funzionamento, il cui contenuto sono appunto le immagini riunite in “pacchetti” o piccoli insiemi definiti con il termine intraducibile imagerie (ciò che è messo in immagine), prodotti dall’attività immaginatrice.

Strutturati reticolarmente, soggetti a leggi ben definite, ritmati da un doppio tempo, breve e lungo, di superficie e di profondità, i prodotti dell’immaginazione oscillano tra le immagini-segno (dotate di un significante e di un significato che ri mandano ad un referente) e le immagini- simbolo (dotate di un significante e più significati messi insieme – secondo l’etimologia di súmbolon – e capaci di rinviare a più referenti), intrecciandosi con la produttività individuale e con quella collettiva.

La riflessione sull’immaginario, al di là delle sue specifiche articolazioni, ha prodotto degli strumenti utili per l’analisi della rete di rappresentazioni mentali attraverso le quali gruppi e nazioni costituiscono la loro identità, utile per affrontare le tensioni legate all’incontro di culture in società sempre più globalizzate.

Le guerre, il terrorismo, la difficoltà di gestire l’immigrazione, la presenza conflittuale di minorità etniche e religiose sono esempi che rendono testimonianza di un’endemica incomprensione dei complessi rappresentativi e delle immagini simboliche che governano le mentalità dei popoli e che sono di ostacolo a un dialogo aperto e interetnico.

Le tensioni materiali e simboliche che determinano l’integrazione o la non integrazione di gruppi etnici o religiosi, la ricomposizione delle immagini che i differenti gruppi e nazioni si formano attraverso informazioni stereotipate, le rappresentazioni condivise dalla collettività in maniera più o meno cosciente, costituiscono degli ostacoli alla possibilità di incontro che, attraverso le “metodologie dell’immaginario”, possono essere affrontati e superati.

Metodologie che sono l’oggetto di un continuo aggiornamento ad opera di centri di ricerca sull’immaginario diffusi in tutto il mondo e che, in questo ottobre 2012, si ritroveranno in Romania per rifondare una rete relazionale in grado di coordinare in maniera più unitaria ed efficace le azioni volte a favorire la nascita di una società globale della comprensione e dell’incontro grazie al ruolo svolto dall’immaginazione.

Approfondimenti
La Cattedra UNESCO-IULM "Studi culturali e comparativi sull’immaginario"

La Cattedra, attiva presso l’Università IULM di Milano, si inscrive in un ottica di sviluppo e diffusione dei saperi legati agli studi sull’immaginario, attraverso il lavoro di ricerca e l’organizzazione di convegni, seminari, giornate di studio. L’ampia rete di partner unita ad un approccio pluridisciplinare fanno della cattedra un polo di eccellenza particolarmente orientato all’attuazione della filosofia UNESCO, volta al rafforzamento della cooperazione e al sostegno ai sistemi educativi di Paesi in via di sviluppo.

Project leader: professor Paolo Proietti

Coordinatore: dottor Renato Boccali www.unesco.iulm.it – cattedra.unesco@iulm.

Per approfondire
  • Filosofia delle immagini (1997), J.J. Wunenburger, Einaudi, Torino, 1998
  • La vita delle immagini (2002), J.J. Wunenburger, Mimesis, Milano, 2008
  • L’enigma del soggetto. L’immaginario e le istituzioni, C. Castoriadis, Dedalo, Bari, 2011
  • Specchi del letterario: l’imagologia. Percorsi di letteratura comparata, P. Proietti, Sellerio, Palermo, 2008
  • Le frontiere dell’alterità. Immaginari del prossimo, dell’estraneo, dell’esotico, P. Proietti, R. Boccali (eds.), Sellerio, Palermo, 2009

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