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I videogiochi per imparare a usare il PC

Paolo Magliocco

16 febbraio 2013

Atene, Grecia

Si possono trasformare i tanto vituperati videogiochi in uno strumento per far apprendere qualcosa a bambini e ragazzi? La strada più battuta è quella di proporre videogiochi educativi.

Stavros Messinis ne sta tentando un’altra: usare le battaglie tra mostri e alieni come stimolo per indurre i giovani a imparare a programmare, a capire e utilizzare la lingua dei computer anziché usarli passivamente ignorando il modo in cui è scritto un software.

Nella Grecia così duramente colpita dalla crisi, Messinis e altri soci hanno aperto CoLab, che è anche uno spazio di lavoro condiviso, dove ciascuno può sviluppare un proprio progetto, lavorando fianco a fianco con persone che condividono i medesimi problemi e i medesimi sogni. Una delle iniziative di CoLab è stata la realizzazione di workshop e corsi per bambini, possibilmente accompagnati da genitori (come si vede in questa foto; Messinis è in basso a destra): nel giro di una mattina i ragazzini passano dal saper scrivere i comandi per muovere un animaletto sullo schermo alla creazione di un vero e proprio videogioco personale, inventato da loro.

Il linguaggio di programmazione, estremamente semplice, si chiama Scratch ed è stato messo a punto al MIT, il Massachusetts Institute of Technology, uno dei santuari dell’innovazione tecnologica.

Foto: Francesco Anselmi/Contrasto

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