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Il successo nelle mani

di Marina Loffi Randolin

17 febbraio 2013

Lo scenario della vita individuale e sociale è intriso nel nostro Paese di cultura e di memoria figurativa. Abbiamo la più alta concentrazione di opere d’arte al mondo, viviamo immersi nell’arte e nella storia e, nonostante fenomeni di degrado, dentro gli abituali percorsi di una qualsiasi giornata possiamo quasi ovunque fare diretta esperienza di testimonianze legate alle tante diverse tradizioni estetiche che si sono succedute nel nostro territorio.

Si tratta di un patrimonio inestimabile che ha insensibilmente plasmato il gusto e la qualità della vita e ha esercitato influssi ampi e duraturi su un artigianato di altissimo livello. Nelle botteghe e nelle industrie italiane sono nati modelli, stili e tendenze che dai contesti originari si sono irradiati fuori dai confini, ad altri luoghi e Paesi. A differenza dei visitatori stranieri però, la consapevolezza dell’eccezionale qualità ambientale dell’Italia è tra noi assai scarsa, come lo è la capacità di valorizzare una sapienza artigiana profondamente innervata nella cultura della nostra società.

Questo segmento professionale soffre di una drammatica carenza di vocazioni, non attrae nuovi operatori, o lo fa in misura troppo ridotta, e il lavorarvi viene avvertito come una opzione al ribasso. Da centro che siamo, rischiamo di ritrovarci in breve tempo periferia, perché si sta interrompendo la trasmissione di talenti e competenze secolari. Far conoscere questo continente inesplorato è uno dei compiti che si è data la Fondazione Altagamma, che riunisce marchi di notorietà internazionale.

“Il gusto delle cose che la mano plasma” Le Corbusier

Nel ventennale della sua costituzione questa associazione di imprenditori ha messo in cantiere una nutrita serie di iniziative che agiranno anche sul medio e lungo periodo. Con il Centro Sperimentale di Cinematografia è stato realizzato un filmato che, attraverso interviste a soci, maestri e giovani lavoratori rilancia una convincente alternativa ai mestieri intellettuali; una mostra fotografica alla Triennale di Milano (Italian Contemporary Excellence, 2012) e il libro che ne è stato tratto restituiscono in un caleidoscopio di immagini le affascinanti sfaccettature di mondi tra loro diversissimi ma per molti versi contigui.

Su un versante più istituzionale sono stati siglati due importanti protocolli di intesa. Il primo, stipulato il 16 febbraio 2012 con Italia Lavoro, l’agenzia tecnica del Ministero del Lavoro, definisce un accordo quadro per “la valorizzazione del lavoro manuale e per la diffusione dell’apprendistato presso le migliori realtà imprenditoriali del paese”. Il secondo, del 29 novembre 2012, vede protagonisti Fondazione Altagamma e Federsolidarietà-Confcooperative; in una logica di sistema si pone l’obiettivo di favorire sotto diversi punti di vista, anche formativi, le relazioni tra imprese profit e no profit, così coniugando l’eccellenza della qualità con il valore sociale. Ma un campo di intervento cruciale è senza dubbio la scuola, come sottolinea Francesco di Lauro, direttore del Centro Studi e Formazione Altagamma.

Qui si aprono varie possibilità di collaborazione a livello locale e nazionale perché formazione e lavoro sono due facce della stessa medaglia. La Fondazione ha costituito il Gruppo di Alto Livello sulla Formazione Professionale e Tecnica per l’eccellenza industriale italiana, proponendosi come interlocutore del Ministero dell’Istruzione per quanto riguarda l’adeguamento dei programmi scolastici. Oltre alla flessibilità dei percorsi formativi – perché i mestieri si trasformano – uno dei fattori determinanti nella tenuta dell’economia tedesca, sostengono in Altagamma, è la presenza degli Istituti di istruzione e formazione tecnica superiore (Fachhochschulen) che erogano titoli equiparabili alle nostre lauree triennali e sono vertiginosamente cresciuti negli ultimi dieci anni.

Un secondo elemento importante è l’alternanza scuola-lavoro, che mette a contatto gli studenti con i ritmi e l’organizzazione dell’azienda (vedi anche iS magazine n. 2) e, aldilà del trasferimento di conoscenze esplicite, permette preziosi processi di apprendimento inconsapevole o, come dice di Lauro, fa imparare un linguaggio. Insomma, c’è molta carne al fuoco e soprattutto c’è la disponibilità, da parte di Altagamma, a impegnare seriamente le proprie energie e competenze, organizzando anche incontri con docenti, classi, famiglie.

Approfondimenti
Che cos'è Altagamma

Altagamma è stata costituita nel 1992 con l’obiettivo di promuovere l’industria italiana di eccellenza, favorendone lo sviluppo e rafforzandone la presenza a livello internazionale. Ne fanno parte più di settanta aziende attive su diversi fronti che coprono circa il 3% del PIL: design e arredo, meccanica, velocità, nautica, abbigliamento, gioielleria, accessori, alimentazione, ristorazione e ospitalità. Il Centro Studi e la Fondazione, oltre a svolgere sistematiche analisi e monitoraggi su tutti questi settori, si occupano di formazione. Altagamma ha creato con SDA Bocconi due master specialistici per il management (in Fashion, Experience & Design e in Food & Beverage) ma sostiene anche e divulga al proprio interno le iniziative sperimentali avviate da alcuni soci con istituti scolastici e partecipa con un certo numero di aziende al programma di stages Learning on the job.

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