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Il “terremoto” LIM nella scuola italiana

di Francesco Togni, Direttore Ricerca Gfk Eurisko

3 ottobre 2012

I primi risultati di un’indagine qualitativa sul campo sull’impatto della Lavagna Interattiva Multimediale nella didattica: uno strumento che rimescola le carte nelle classi e offre grandi opportunità, ancora molto da scoprire. 

Cosa succede quando nelle classi delle nostre scuole la vecchia lavagna d’ardesia è sostituita o affiancata dalla lavagna interattiva multimediale, la cosiddetta LIM? Gfk Eurisko ha analizzato le esperienze dei docenti (in diverse città italiane) ed è entrata in una scuola media di Lodi per capire, anche attraverso l’osservazione diretta in classe, quale impatto abbia la LIM sulla didattica.

L’oggetto (l’opinione accomuna i docenti intervistati) ha certamente grande forza, sia simbolica, sia didattica. Per i ragazzi è il segno concreto di una scuola che si toglie un po’ di ragnatele, che si avvicina al loro mondo; per gli insegnanti è una novità guardata con un po’ di sospetto iniziale, a volte piovuta dal cielo, con il timore di non essere pronti, di poter essere spiazzati o “giudicati” da allievi che appaiono più abili dell’adulto nell’uso delle tecnologie.

Docente con la LIM presso l’Istituto Cazzulani di Lodi. Foto: Pearson Italia

Docente con la LIM presso l’Istituto Cazzulani di Lodi. Foto: Pearson Italia

La paura è più che legittima, gli alunni sono davvero più bravi dell’insegnante, ma è proprio questo un punto di forza della didattica con la lavagna interattiva. L’attenzione cresce, aumenta la partecipazione che, soprattutto nella fase iniziale, implica anche un po’ di caos, e la necessità di imparare un nuovo modo di lavorare in aula. La quotidianità è scandita anche da piccoli inconvenienti pratici legati alla gestione della LIM e del computer, problemi che “scatenano” l’energia dei ragazzi nello “smanettare” per trovare soluzioni e dare suggerimenti.

Sentono – dice un insegnante – di poter “dare e non solo ricevere”, di poterci insegnare qualcosa, si divertono ma sono anche più responsabilizzati. Non solo: il terreno delle abilità digitali offre anche una grande opportunità di valorizzazione degli alunni “in difficoltà” che, spesso, si dimostrano particolarmente a proprio agio nell’uso della LIM, capaci di trainare ed essere risorsa per tutti. Ma cosa porta la lavagna interattiva nella didattica? È un’innovazione davvero epocale? Forse è presto per dirlo e in ogni caso dal punto di vista dei docenti la questione non è riducibile ad una querelle tra vecchio e nuovo, tra digitale e cartaceo.

Tutti però concordano sulle grandi potenzialità della didattica con la LIM: una “finestra” sul mondo, un mezzo versatile, uno spazio nel quale aprire molteplici percorsi paralleli, utilizzando linguaggi differenti (parole, testi, schemi, immagini, animazioni), a seconda dei frangenti per spiegare, lavorare in gruppo, per interrogare. Sono moltissimi gli utilizzi possibili, ma è fondamentale, dicono i docenti, mettersi in gioco e raccogliere la sfida.

In questo modo si può andare al di là di un “effetto wow”, cioè una fascinazione estetica iniziale sui ragazzi destinata a ridimensionarsi in tempi relativamente brevi. Invece le opportunità appaiono davvero grandi e trasversali alle discipline. La geografia diventa concreta «navigando virtualmente sul canale di Suez con Google Maps, percorrendo il tunnel sotto la Manica con un video, facendo progettare ai ragazzi un viaggio in una grande città europea (dall’acquisto dei biglietti fino alla scelta delle mete significative da visitare)».

La vecchia cartina appesa cede il passo a una varietà di mappe interattive da sfruttare anche nella fase di interrogazione. Nel caso di materie come le scienze, costrette a fare i conti con laboratori e strumenti vetusti e spesso inutilizzabili, la LIM rappresenta una rivincita. Il microscopio può essere sostituito da filmati multimediali e animazioni, perdendo forse un po’ di concretezza ma con grande impatto e pertinenza didattica.

La lezione frontale di storia può arricchirsi con la proiezione di documenti, cartine, dipinti, all’interno di percorsi interdisciplinari. Appare molto fertile anche l’uso per le lingue straniere che trovano sul web un vasto repertorio di materiali in lingua originale e possono contare su testi didattici già molto avanzati nell’interattività e nell’uso applicato tramite LIM. Ma più in generale uno dei grandi pregi della lavagna interattiva è quello di allargare l’orizzonte dell’aula, nello spazio (verso l’esterno, verso la realtà concreta) e nel tempo (verso il presente e l’attualità, la ricerca in tempo reale di approfondimenti). Così le scosse del drammatico terremoto dello scorso 29 maggio, dopo i primi minuti e l’evacuazione, vengono esorcizzate in una classe dell’istituto Cazzulani di Lodi collegandosi ad Internet per ascoltare le news e cercare informazioni scientifiche sull’evento, ragionando e imparando insieme.

E il libro? Che ruolo ha in questo nuovo scenario? Per i docenti continua ad essere un riferimento, la pagina scritta resta un valore. L’avvento della LIM segna però una discontinuità e il testo non può semplicemente migrare sul nuovo supporto, come un banale PDF, replicando la rigidità e i limiti che qualunque libro necessariamente possiede. La sfida è quella di scoprirne tutto il potenziale interattivo, di dare al docente un materiale continuamente plasmabile e ricomponibile, nel segno di una didattica veramente rinnovata. Questa è la sfida che si pone anche all’insegnante.

Leggi anche gli altri articoli e approfondimenti sulla LIM nel canale dedicato sul sito iS.