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Imparare sempre

I bambini imparano velocemente come interagire con la LIM, ne apprezzano l’immediatezza del touchscreen e la possibilità di utilizzare software multimediali. Foto: © JIM WILSON/The New York Times/ Re/Contrasto

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La lunga strada della LIM

di Stefano Glenzer

20 marzo 2012

Un progetto di ricerca biennale voluto da Pearson per indagare i risultati, le pratiche e l’efficacia dell’uso della lavagna interattiva multimediale nelle scuole italiane.

Le lavagne interattive multimediali (LIM) sono entrate in molte aule ma non esistono oggi analisi su quanto siano utilizzate e ritenute vantaggiose nella pratica didattica. Per rispondere a queste e altre domande, Pearson Italia ha commissionato a Gfk Eurisko, il più importante istituto di ricerche sul consumatore in Italia, un progetto di ricerca biennale che analizzerà l’evoluzione nell’uso e nell’efficacia della LIM nelle scuole.

La prima fase dell’indagine si è svolta attraverso una serie di focus group a Milano. Attualmente è in corso la seconda fase, che comprende un numero maggiore e più eterogeneo di insegnanti su tutto il territorio nazionale e che prevede, oltre ai focus group, ulteriori analisi, forum online e tavoli di lavoro. I risultati saranno pubblicati nella newsletter mensile iS Espresso e nei prossimi numeri di questa rivista.

I RISULTATI DEL PRIMO FOCUS GROUP 

La prima rilevazione, eseguita tra il 25 e il 28 ottobre 2011, ha coinvolto i docenti delle scuole di Milano che possiedono almeno una LIM e che sono stati invitati a discutere dell’uso della lavagna in alcuni focus group. Il quadro che si è delineato appare incoraggiante; la LIM riscuote infatti crescenti consensi sia tra gli insegnanti che tra gli studenti, ma i tempi, da quanto è emerso, non sono del tutto maturi e i docenti dichiarano di non conoscere ancora adeguatamente le effettive potenzialità delle LIM, peraltro destinate a cambiare ed evolversi.

I professori durante i focus group hanno indicato numerosi elementi a favore dell’uso della LIM, ma anche qualche elemento sfavorevole. Per esempio, è stata sottolineata positivamente l’immediatezza e l’efficacia dell’insegnamento, che favorisce una maggiore vicinanza degli insegnanti agli studenti e una accresciuta possibilità di coinvolgerli durante le lezioni.

I docenti raccontano che si riesce ad ottenere più collaborazione, talvolta si verifica addirittura un ribaltamento dei ruoli, anche grazie alla cultura tecnologica dei ragazzi, che spesso – e abbastanza naturalmente – è più avanzata di quella dei docenti: gli studenti si sentono sul proprio terreno, prendono l’iniziativa e collaborano attivamente. D’altra parte questo fatto porta con sé qualche problema di gestione della classe; un più alto grado di distrazione negli alunni e una certa dose di “caos” appaiono inevitabili.

Diversi usi del computer nella didattica: con la LIM tutti gli studenti si concentrano su un percorso didattico, nell’aula computer ogni studente segue un proprio percorso formativo. Foto: © Fabio Cuttica/contrasto

Diversi usi del computer nella didattica: con la LIM tutti gli studenti si concentrano su un percorso didattico, nell’aula computer ogni studente segue un proprio percorso formativo. Foto: © Fabio Cuttica/contrasto

LA NECESSITA’ DI COSTRUIRE PERCORSI RODATI 

È stato notato che gestire una classe utilizzando questi strumenti è più faticoso per i docenti, perché cambiano le dinamiche e perché una accurata e specifica preparazione delle lezioni è imprescindibile. Mancando ancora percorsi rodati, si rischia di scivolare nella superficialità e che le spiegazioni, pur divertenti e interessanti, non forniscano una preparazione sufficientemente approfondita.

Il pericolo è che passando da un tipo di trattazione ad un altro servendosi di mezzi diversi (animazioni, video, siti web, immagini), vengano stimolati negli studenti un pensiero associativo e un apprendimento in pillole, a discapito della capacità di ragionamento analitico. Per questo i docenti ribadiscono la necessità di una loro idonea formazione, non solo tecnica ma anche didattica, e sollevano con urgenza la questione di poter disporre nei primi tempi di percorsi didattici consolidati.

Quanto ai cambiamenti introdotti dalla LIM nel lavoro in classe viene osservato che le lezioni acquistano un taglio quasi televisivo, di intrattenimento. Si tratta di un metodo più informale e dinamico, comunque più prossimo alla sensibilità dei ragazzi. Sotto questo profilo, anche per l’insegnante esposizione e spiegazione diventano meno faticose: non deve contare solo sulla propria voce e sulla propria competenza, ma può sfruttare strumenti che integrano la sua figura.

QUANTO TEMPO PER FARE LEZIONE CON LA LIM? 

In assenza di uno studio approfondito sul corretto utilizzo delle LIM, oggetto delle future tappe del progetto di ricerca, i docenti intervistati da Eurisko hanno sostanzialmente convenuto che in condizioni ottimali utilizzerebbero le LIM per un terzo delle ore a loro disposizione. Questa media varia in ragione del tipo di disciplina: gli insegnanti di lingua, storia, geografia e scienze dichiarano che potrebbero arrivare anche al 50%, ma chi tiene lezioni di italiano o antologia si limiterebbe a un quinto del tempo. Dai dati emersi, la mancanza di esperienza da parte degli insegnanti e di cultura innovativa da parte di alcuni dirigenti scolastici, oltre alla carenza di fondi, hanno finora confinato l’uso di questo particolare strumento a poche aule soltanto. Ed è opinione comune che l’efficacia della LIM possa manifestarsi solo nell’uso quotidiano in classe, non con un utilizzo saltuario in aule laboratorio dedicate.

Approfondimenti
Uno strumento con molte funzioni

La LIM è uno strumento con numerose funzioni, applicabili a tutte le materie. Può essere usata per svolgere molte tipologie di esercizi, per tracciare schemi, risolvere equazioni, navigare in internet, proiettare slide o appunti, mostrare testi, filmati e immagini.

Essa permette inoltre di presentare argomenti di scienze, geografia e fisica mediante animazioni e simulazioni, senza necessità di ricorrere al disegno a mano e dunque risparmiando molto tempo. Il numero di LIM presenti nelle scuole è cresciuto in modo consistente solo negli ultimi due anni, nonostante la loro prima introduzione nelle aule sia stata avviata dal ministero nel 2006.

Come si può imparare a usarla

Pearson Italia, in quanto anche Agenzia di formazione accreditata dal Ministero, eroga da alcuni anni corsi di formazione gratuiti per l’utilizzo della LIM destinati ai docenti della scuola secondaria.

Tra gennaio e giugno 2011, Pearson ha organizzato 430 seminari e, visto il successo riscosso, per l’anno 2011-2012 ha previsto altri 900 incontri tenuti da una rete di 23 formatori professionisti distribuiti su tutto il territorio italiano. Il progetto di formazione è strutturato su più livelli: un corso base interdisciplinare, rivolto agli insegnanti che vogliono conoscere e comprendere il metodo di funzionamento della LIM, i suoi vantaggi e le modalità con cui fare lezione attraverso la proposta LIMbook della casa editrice; un corso avanzato, rivolto agli insegnanti che hanno partecipato a una formazione di base o che utilizzano già la LIM e che vorrebbero aumentare le loro abilità nell’adoperare nuovi elementi per arricchire le loro lezioni. Questo secondo corso prevede approfondimenti sulla didattica disciplinare con le nuove tecnologie a partire dal Libro Multimediale Pearson per la LIM.

Per informazioni: marketing@pearson.it, www.limbook.it oppure contattare il Consulente personale Pearson di zona (l’elenco è disponibile online al sito www.pearson.it).

Nel sito www.limbook.it sono a disposizione l’offerta di formazione e assistenza LIMbook, il servizio di tutoring online, la rete di consulenti e formatori, i materiali dei corsi, il calendario delle iniziative, il catalogo dei prodotti, video e documenti di aggiornamento, le risposte alle domande frequenti, un glossario sulle nuove tecnologie.

COMMENTI / 1

  • MB

    Apprezzo l’idea, finalmente, di impostare uno studio, il PRIMO, sull’efficacia di tale strumento: mi sembra devastante che un’istituzione educativa di incommensurabile importanza adotti uno strumento senza PRIMA la garanzia che sia utile. Mi sconvolge sapere di una sperimentazione sulla pelle degli alunni.
    I presidi, prima ancora degli insegnanti, hanno idea degli effetti dell’uso della maggior parte dei programmi per LIM sullo SVILUPPO delle funzioni cognitive neuropsicologiche? Soprattutto nella mente di un alunno delle elementari, in via di sviluppo, appunto. Chi si occupa di neuropsicologia, a livello scientifico, ben sa quali sono i rischi.
    È sconvolgente, a mio avviso, che non vi sia un pensiero pedagogico, prima ancora che specifico didattico, dietro alla scelta di utilizzare uno strumento. Mi sembra assurdo che si scelga per attrarre o mantenere l’attenzione degli alunni. Un insegnante non ha altre risorse per rendere interessante un contenuto? Dobbiamo stupire con effetti speciali il bambino? e quando l’”effetto novità” sparirà?
    Invito tutti a leggere qualche articolo del professor Mantegazza (docente alla Bicocca di Milano), o a contattarlo direttamente, data la sua squisita disponibilità.