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La scienza fa scena

di Donato Ramani

3 ottobre 2012

In tutta Europa si sperimentano nuove forme di didattica che cercano di trasformare l’insegnamento in un’avventura da condividere con gli studenti. Per non restare esperienze isolate, le idee migliori si incontrano, si confrontano, si mettono in viaggio.

C’è chi, con i suoi studenti, per parlare di chimica si è messo a giocare a Tombola. Chi si è inventato avvincenti immersioni nel mondo della genetica mendeliana e delle biotecnologie, giocando a fare CSI per scoprire l’innocenza di un presunto assassino attraverso l’analisi del DNA. Chi ha riprodotto il profumo di Giulio Cesare. E chi ha fatto parlare due burattini, Marie e Albert, inediti cantastorie del mondo delle scienze naturali pronti a porgere al loro pubblico di bambini stimolanti domande.

Immagine dall'edizione 2011 dello Science on stage. Foto: Science on Stage Italia Danish Science Communication

Tutte iniziative interessanti, di quelle di cui si vorrebbe sapere subito di più, per prendere spunto, per replicarle in classe, per dare un twist giusto a una didattica delle scienze che ha molto bisogno di idee originali. Guardare al di fuori dei propri ristretti confini per respirare un’aria tutta nuova, del resto, è l’auspicio di molti insegnanti. E, anche, lo scopo primo di Science on stage Europe, iniziativa sovranazionale che coinvolge ben 27 paesi europei, dal Portogallo alla Norvegia, dalla Lituania al Regno Unito, che questa speranza l’ha trasformata in realtà.

«Il nostro obiettivo è proprio questo: raccogliere quanto di meglio, di più innovativo e stimolante si propone oggi in Europa nel campo della diffusione delle conoscenze e della didattica delle scienze sperimentali. E offrire ai professionisti di questo settore un’occasione di conoscenza e di scambio» spiega il professor Antonio Gandolfi, docente presso il liceo classico Romagnosi di Parma, presidente dell’AIF (Associazione per l’Insegnamento della Fisica) e coordinatore di questo progetto per l’Italia. L’idea di base è semplice e si riassume nella locuzione on stage del titolo.

«Quella che proponiamo nei nostri appuntamenti è una scienza, e una didattica, che attraverso presentazioni, discussioni, esibizioni, incontri e confronti, si mette in mostra, si fa vedere, in una sorta di ribalta sovranazionale. In questo modo le diverse esperienze, che nascono spontaneamente dalla creatività degli insegnanti sparsi ovunque nel nostro continente, possono essere conosciute non solo all’interno dei singoli Paesi, ma in tutta Europa».

Foto: Science on Stage Italia/Danish Science Communication

Alcuni studenti italiani impegnati nell’iniziativa La Trasmissione di Caratteri Ereditari e le Biotecnologie ideata da Letizia Vittorelli e Felicia Cutrona dell’Associazione Natura Vivente, I.I.S.S. Don G. Colletto di Corleone (Palermo). Foto: Science on Stage Italia/Danish Science Communication

Insomma, un progetto che guarda avanti, che rompe i confini e mira a costruire una vera rete europea, valorizzando una didattica diversa, perché coinvolgente ed esperienziale. E che vive anche grazie alla volontà e alla convinzione degli organizzatori. I primi due appuntamenti, a Ginevra e Grenoble, erano stati realizzati con finanziamenti europei. Esauriti questi fondi, però, la forza propulsiva non si è spenta, anzi.

I diversi comitati nazionali hanno costituito un’associazione. Così Science on stage, questo il nome originario, è diventato Science on stage Europe, una realtà che si sostiene grazie al contributo di enti e organizzazioni private. «Con questo nuova veste abbiamo già organizzato l’appuntamento di Copenhagen, lo scorso anno» spiega Gandolfi. Una fiera in cui sono stati presentati tutti i lavori scelti dai comitati nazionali. Una ristretta selezione si è esibita anche in veri e propri show a tema scientifico, spettacolari e divertenti, interpretando così in maniera letterale il titolo della manifestazione.

Una serie di workshop e masterclass hanno visto i docenti riunirsi per discutere proposte e modelli di didattica, imparare, sviluppare materiali, condividere competenze. Quelle descritte all’inizio, per esempio, sono solo alcune delle dodici iniziative selezionate per la rappresentativa italiana, scelte tra una quarantina di proposte. Nel frattempo, il concetto di scambio, centrale per questa iniziativa, ha prodotto diversi risultati. «L’idea di diffondere l’innovazione e incentivare attività di follow up è di fondamentale importanza» conferma Gandolfi «e i risultati in questo senso, anche per la rappresentativa italiana, ci sono già».

Foto: Science on Stage Italia/Danish Science Communication

I pupazzi Marie e Albert e le loro creatrici Monica Zanella e Sybille Hasler, della scuola dell’infanzia di Egna, Bolzano, con il loro Kit didattico: Forza – Movimento – Energia sono già stati invitati in Spagna e in Germania, per raccontare come si può far incontrare i bambini più piccoli con i fenomeni fisici, e farli giocare, interrogare, sperimentare. Una delegazione svedese si prepara ad arrivare in Italia.

Un altro progetto italiano presentato a Copenhagen ha già intrapreso un viaggio oltre i nostri confini, toccando la Francia e la Norvegia: è ACCOMPAGNA, acronimo che sta per ACceleration- COMPAss Geo NAvigator, raffinata strumentazione da utilizzare in esperimenti come la misurazione dell’accelerazione o dei campi magnetici, ideata e prodotta da otto studenti del liceo scientifico Tassoni di Modena sotto la guida del loro insegnante Marco Nicolini.

Ma è chiaro che un altro degli obiettivi che ogni comitato di Science on stage Europe deve perseguire è che i diversi progetti trovino un proprio palcoscenico anche all’interno dei confini nazionali. «Ed è ciò che in effetti facciamo anche in Italia, cercando di valorizzare tutte le proposte che ci sono arrivate, non solo quelle selezionate per l’appuntamento europeo. Per quest’anno, per esempio, è in programma il Festival Nazionale» spiega Gandolfi.

Foto: Science on Stage Italia/Danish Science Communication

Il prossimo appuntamento è già fissato per il 2013 a Slubice, Polonia. E anche se i lavori tra i quali scegliere quelli da portare sulla scena europea ancora non sono arrivati, la tendenza con cui si sta muovendo la sperimentazione nella didattica delle scienze per Gandolfi è chiara: «Le iniziative protagoniste dei nostri eventi hanno un minimo comune denominatore: rendere protagonista lo studente, coinvolgerlo, renderlo parte attiva, dimenticando il vecchio approccio frontale.

Sono troppi gli stimoli che i ragazzi possono avere fuori dalle aule scolastiche e noi insegnanti dobbiamo trovare il modo per farli di nuovo interessare a ciò che si racconta in classe, lavorando per loro e con loro. Come ci dimostra l’esperienza di Science on stage, la strada da percorrere da qui in poi non potrà essere che questa».

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