Pearson

Imparare sempre

italiasessanta

magazine # /

L’analfabetismo dietro le spalle

di Marina Loffi Randolin

10 ottobre 2012

1959, Italia

Accedere a operazioni elementari come leggere o scrivere ha significato per migliaia di italiani adulti lo spalancarsi di un mondo, la possibilità di affrancarsi da una situazione di sudditanza.

Spesso si definisce il contesto storico attuale “società della conoscenza”, a indicare il ruolo cruciale che il sapere e la sua circolazione vi rivestono. Ma la conoscenza non può prescindere dall’apprendimento degli alfabeti (oggi anche quelli digitali) e la lotta all’analfabetismo di base è stata a lungo nel nostro Paese una questione di rilevanza nazionale.

La prima grande svolta coincise con l’avvento della televisione, che ampliava a dismisura l’offerta scolastica; nel 1958 partiva Telescuola, nel 1961 la mitica trasmissione del maestro Manzi Non è mai troppo tardi, un esperimento assolutamente innovativo, selezionato dall’UNESCO tra i migliori a livello mondiale.

La foto in alto a destra in questa pagina riprende un momento di scuola dopo il lavoro: alle spalle delle persone, metaforicamente, una condizione di esclusione; davanti a loro la televisione, in un nuovo tipo di esperienza comunitaria.

Qui di seguito, il documentario Scuola buona maestra, altri materiali e informazioni sono reperibili nel sito del Centro Alberto Manzi.


COMMENTI / 16

INVIA IL TUO COMMENTO

 

Prima di pubblicare un commento, assicurati che sia pertinente alla discussione in corso, non abbia contenuto offensivo, calunnioso, diffamante, razzista, sessista e non violi le leggi italiane. La redazione si riserva il diritto di cancellare commenti non consoni con controlli a campione.