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L’esperienza di Pearson per il futuro del PISA

di Stefano Glenzer

19 marzo 2012

Nel 2015 il test misurerà anche la capacità di problem solving degli studenti di tutto il mondo e in alcuni Paesi i ragazzi svolgeranno le prove con il computer.

La corretta impostazione delle prove e delle modalità di erogazione del PISa, come ha fatto notare più volte l’OCSE nel corso degli anni, sono fondamentali per i governi di tutto il mondo: gli esperti del campo dell’educazione di ciascun Paese utilizzano i risultati di questo test per proporre ai rispettivi esecutivi il modo per migliorare l’istruzione.

Oltre sessanta Stati sottoporranno i propri studenti al test del 2012 e altrettanti sono stimati per il 2015. In ognuno dei Paesi iscritti saranno almeno 4.500 i ragazzi partecipanti e alcuni Paesi sottoporranno un numero ancora maggiore di alunni al PISA, per essere in grado di interpretare i dati ottenuti in maniera più esaustiva e ottenere risultati più affidabili. E il test PISA del 2015 vedrà Pearson come nuovo attore nella squadra dell’OCSE.

In particolare, Pearson dovrà assicurarsi che le prove di valutazione siano concepite ed erogate in modo equo per tutti i Paesi partecipanti e tutti gli studenti che prenderanno parte al test. L’obiettivo della collaborazione consisterà nel guidare il progetto tecnico volto a sviluppare le prove del PISA e i criteri di valutazione. Andreas Schleicher, capo progetto del PISA, ha accolto in maniera positiva la notizia: «Il PISA 2015 ha il potenziale per iniziare una nuova fase nelle nostre valutazioni internazionali. Dobbiamo fare un uso più attento della tecnologia quando esaminiamo i giovani e intendiamo stimare le capacità di problem-solving che i governi di tutto il mondo cercano di fornire ai ragazzi, poiché ne avranno bisogno nella vita e nel lavoro. Pearson ha messo a punto una strategia ambiziosa per supportare l’OCSE e i membri dei governi nella creazione di un parametro di riferimento globale per l’educazione».

Il focus del PISA 2015 sarà sulle materie scientifiche e per la prima volta includerà una prova di problem-solving da risolvere a gruppi. La particolare enfasi posta su questo tipo di attività non deve stupire, in quanto riflette una competenza sempre più importante che i ragazzi dovranno acquisire: la capacità di comunicare all’interno di gruppi di lavoro finalizzata a progetti specifici, abilità molto importante per la realizzazione professionale.

Ci sarà anche la possibilità di svolgere il test con i computer, anche se alcuni Paesi dovranno accontentarsi di utilizzare carta e penna a causa del proprio ritardo tecnologico. Compito fondamentale di Pearson sarà assicurare che, sia con il mezzo digitale sia con quello tradizionale, in qualunque momento e luogo il test venga somministrato ai ragazzi, esso sia valido e universale. Pearson definirà la struttura dei test attraverso l’analisi delle migliori esperienze finora disponibili e con il contributo degli esperti di tutto il mondo.

In particolare, si confronterà con l’OCSE per definire quale sia la struttura più valida per valutare le competenze scientifiche e le abilità di problem-solving. L’ amministratore delegato di Pearson International, John Fallon, non ha dubbi sul buon esito della collaborazione: «Siamo entusiasti di avere l’occasione di lavorare con l’OCSE e le comunità accademiche di tutto il mondo per sviluppare il test del 2015. Ci stiamo impegnando a sviluppare una strategia globale che, attraverso la valutazione di un più ampio ventaglio di competenze e un migliore uso della tecnologia, sarà anche più efficace nell’aiutare i Paesi a prosperare in un’economia globale sempre più basata sulla conoscenza».