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Foto: Dann Tardif/LWA/Corbis

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Piccoli cittadini crescono

di Erica Cimò

24 ottobre 2013

Il 2013 è l’anno europeo dei cittadini e anche il ventesimo anniversario dall’istituzione della cittadinanza europea con il Trattato di Maastricht: due ottime ragioni per riflettere sul tema della cittadinanza attiva. Lo studio comparativo L’educazione alla cittadinanza in Europa, realizzato dalla  rete Eurydice, offre decisamente tanti spunti di riflessione. Lo studio spazia dal modo in cui i sistemi educativi europei inseriscono la trasmissione dei saperi di educazione alla cittadinanza nei curricula scolastici alla partecipazione di studenti e genitori alla governance scolastica, dalla “cultura della scuola” all’aspetto complesso della valutazione, per concludere con uno sguardo all’offerta di formazione per insegnanti e capi di istituto.

Negli ultimi anni, le politiche europee in ambito educativo hanno posto un’attenzione sempre maggiore alla necessità di acquisire competenze civiche e sociali e hanno sottolineato il ruolo primario dell’istruzione nella promozione della cittadinanza attiva. Il documento che ha dato origine a questa spinta è la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, che nel 2006 ha individuato e definito per la prima volta a livello europeo le competenze chiave che i cittadini devono possedere per la propria realizzazione personale, per l’inclusione sociale, la cittadinanza attiva e l’occupabilità nella società della conoscenza. Le competenze sociali e civiche rientrano tra le otto competenze chiave, che «includono competenze personali, interpersonali e interculturali e riguardano tutte le forme di  comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa […]. La competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla  conoscenza dei concetti e delle strutture socio-politici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica».

Altri documenti di cooperazione europea interessanti da citare, perché si inscrivono nelle ragioni dello studio di Eurydice sono la Carta del Consiglio d’Europa sull’educazione per la cittadinanza democratica e l’educazione ai diritti umani del 2010, che intende sensibilizzare tutti i cittadini a temi come i diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto, e che, in particolare, raccomanda fortemente la promozione di tali valori attraverso tutti gli attori del processo educativo, e la terza indagine sull’educazione civica e alla cittadinanza promossa dalla International Association for the Evaluation of Educational AchievementIEA, nata nel 1958 con lo scopo di condurre ricerche comparative internazionali nel campo della valutazione. L’attenzione dedicata dalla IEA alla civic education risale ai primi anni settanta, e dimostra, a distanza di decenni, l’importanza crescente che i sistemi educativi internazionali attribuiscono all’educazione dei giovani alla cittadinanza in società che presentano rapidi cambiamenti nel loro tessuto culturale, economico, politico e sociale. Lo studio comparativo L’educazione alla cittadinanza in Europa  nasce da un concetto di cittadinanza evoluto che travalica il semplice rapporto tra Stato e individuo. Questo concetto più ampio di cittadinanza coniuga l’insegnamento e l’apprendimento in classe, quale veicolo delle conoscenze teoriche da acquisire, all’esperienza pratica in ambito scolastico ed extrascolastico, quale palestra per sperimentare sul campo tali conoscenze: una perfetta sintesi del learning by doing.

Prenderò in esame due aspetti trattati dallo studio: gli approcci e l’organizzazione curricolare dell’educazione alla cittadinanza e la formazione dei docenti. Tre sono gli approcci curricolari diffusi nei sistemi educativi europei, come è stato evidenziato dallo studio, che vengono utilizzati spesso combinati tra loro: il primo è l’insegnamento di educazione alla cittadinanza come materia separata, il secondo è l’insegnamento come argomento integrato in altre discipline o aree disciplinari, il terzo come tematica trasversale a tutte le discipline del curriculum. Le informazioni si basano sui curricula nazionali dei Paesi: regolamenti, raccomandazioni, linee guida e ogni documento ufficiale. Numerosi Paesi dedicano all’educazione alla cittadinanza una materia obbligatoria a sé stante, a volte a partire dal livello primario di istruzione, più di frequente dal livello secondario inferiore e/o superiore. La durata che ogni  Paese dedica all’educazione alla cittadinanza nell’arco del percorso di istruzione varia dai dodici anni del sistema educativo francese (gli alunni francesi alla scuola primaria iniziano con lo studio di civique et morale, proseguono a livello secondario inferiore con éducation civique, e a livello secondario superiore studiano éducation civique, juridique et sociale) al singolo anno della Turchia.

Le manifestazioni di giovani polacchi per festeggiare l'ingresso del loro Paese nell'Unione europea nel 2004. Foto: Jens Koehler/staff/Getty

Le manifestazioni di giovani polacchi per festeggiare l’ingresso del loro Paese nell’Unione europea nel 2004. Foto: Jens Koehler/staff/Getty

Le conoscenze trasmesse in classe ai futuri “cittadini del mondo” sviluppano temi come il sistema socio-politico del Paese, i diritti umani, i valori democratici, l’identità nazionale e il senso di appartenenza al Paese, la diversità culturale, lo sviluppo sostenibile e l’identità europea, tanto per citare solo alcune delle tematiche trattate più comunemente. In Austria e Spagna, ad esempio, tra i temi raccomandati dai curricula è presente la parità dei sessi, mentre in Portogallo e Lituania si tratta anche il tema della sicurezza stradale. Gli insegnanti hanno un ruolo chiave nella trasmissione delle conoscenze civiche e sociali e nelle competenze che ne derivano, tuttavia dallo studio della rete Eurydice emerge chiaramente che insegnanti specialisti in educazione alla cittadinanza sono rari, solo in Inghilterra è possibile una formazione specifica in educazione alla cittadinanza. Numerosi istituti di istruzione superiore inglesi offrono corsi post-diploma della durata di un anno, che combinano la conoscenza teorica della materia con l’esperienza pratica di insegnamento.

“La cittadinanza formale è importante e tuttavia è la cittadinanza sostanziale che misura la forza della propria voce nella società: diritti politici, certo, ma anche diritti sociali e civili”

In generale, però, nei sistemi educativi europei si è osservata la necessità di rafforzare le qualifiche degli insegnanti, e questa considerazione è avvalorata dal fatto che all’introduzione di riforme nei curricula di educazione alla cittadinanza di numerosi Paesi non corrispondono spesso riforme nel settore della  formazione iniziale e in servizio per docenti e capi di istituto. Il caso dell’Austria risulta interessante: nell’anno scolastico 2008/2009 è stata introdotta nelle scuole la nuova disciplina storia, studi sociali e educazione alla cittadinanza all’ottavo anno di istruzione (livello secondario superiore); la risposta a questa novità da parte della politica austriaca del settore educativo è stata l’inclusione di educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria di studio nelle Pädagogische Hochschulen frequentate dai futuri insegnanti. L’offerta di formazione in servizio per insegnanti incentrata sull’educazione alla cittadinanza varia a seconda del Paese, e prevede la partecipazione di associazioni, centri accreditati di formazione, ONG, oltre a quella delle autorità educative. In Francia, le autorità educative regionali organizzano sessioni di formazione della durata di tre giorni su temi di educazione civica e alla cittadinanza, rivolte a insegnanti di storia e geografia della  scuola primaria e secondaria inferiore e a insegnanti di altre discipline che “ospitano” l’insegnamento della cittadinanza nelle materie di loro competenza. In Spagna, la Fundación Cives promuove da oltre dieci anni l’educazione civica e alla cittadinanza con l’intento di contribuire alla realizzazione di uno stato sociale democratico dove ogni cittadino ha pieni diritti. Tra le sue attività primarie, la fondazione prevede corsi di formazione per insegnanti, workshop, conferenze e seminari su temi di educazione etica e civica, oltre ad offrire materiali e risorse sull’educazione alla cittadinanza. Il rafforzamento delle competenze degli insegnanti nell’area dell’educazione alla cittadinanza rimane, tuttavia, un tema caldo, che necessita di ulteriori sviluppi e ricerche. Comprendere l’importanza della cultura della scuola, intesa come un sistema di comportamenti, valori, norme, convinzioni, pratiche quotidiane, principi, regole, metodi di insegnamento e modalità organizzative, costituisce un punto di partenza per diventare a tutti gli effetti cittadini attivi e responsabili. E questa è soltanto una delle numerose riflessioni che emergono dallo studio della rete Eurydice.

INFOGRAFICA

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Approfondimenti
Le parole della cittadinanza

Belgio (olandese)

Burgerschap

Essere aperto alla vita politica, economica, sociale e culturale della società di cui fa parte l’individuo e alla quale vuole prendere parte. La cittadinanza pertanto comprende i quattro aspetti summenzionati così come le regole elementari che formano la base del nostro ordine legale o del nostro sistema democratico.

Repubblica Ceca

Obc˘anství

Esprime la posizione giuridica del cittadino rispetto allo Stato. Questa posizione implica che i cittadini possiedono allo stesso tempo diritti e doveri.

Germania

Staatsbürgerschaft o Staatsangehörigkeit

L’articolo 33 I della Grundgesetz (legge fondamentale) stabilisce: “Tutti i Tedeschi hanno, in ogni Land, gli stessi diritti e doveri civici”. L’articolo 33 II stabilisce: “Tutti i Tedeschi hanno un uguale diritto di accesso a tutte le cariche pubbliche secondo le loro attitudini, le loro qualifiche e le loro capacità professionali”.

Slovenia

Drz˘avljanstvo

Affiliazione giuridica a uno Stato particolare.

Spagna

Ciudadania

Status legale e politico che conferisce ai cittadini certi diritti civili, politici e sociali in quanto individui e certi doveri nei confronti di un gruppo politico.

Malta

Hajja civika ou tkun cittadin responsabbli

La cittadinanza è intesa come uno status in termini di ruoli e funzioni civiche.

Ungheria

Állampolgárság

In base alla legge sulla cittadinanza ungherese (1933/LV), “La cittadinanza come istituto giuridico rappresenta il legame giuridico primario di una persona fisica a un particolare Stato ma non senza alcuni elementi emozionali”. Lo status della cittadinanza conferisce all’individuo l’insieme dei diritti e doveri garantiti dalla Costituzione e dalle altre fonti legislative.

Grecia

Idiotita tou Politi

Status legale e politico attraverso cui il cittadino acquisisce certi diritti in quanto individuo (civile, politico e sociale) e certi doveri nei confronti di un  gruppo politico. La cittadinanza è basata su un attributo riconosciuto o conferito ai cittadini dallo Stato e che si basa sulla supposizione che i cittadini condividano certi valori e regole di comportamento che permettano loro di convivere e conferiscano loro un’identità collettiva specifica.

Italia

Cittadinanza

L’articolo 2 della Costituzione italiana stabilisce: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. L’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (…)”.

Regno Unito (Galles, Irlanda del Nord)

Citizenship

Il Regno Unito non ha una costituzione nazionale scritta che definisca i principi fondamentali da cui derivano i diritti e i doveri dei cittadini. Tuttavia, la Legge sui diritti umani (1998) incorpora tutti i diritti contenuti nella Convenzione europea sui diritti umani e fornisce ai cittadini una definizione  giuridica dei loro diritti elementari e delle loro libertà fondamentali.

Regno Unito (Scozia)

Citizenship

Implica il godimento di diritti e l’esercizio di doveri e una partecipazione politica da parte dei membri di uno Stato democratico. Comprende anche il concetto più generale secondo cui la cittadinanza copre un ventaglio di attività partecipative, non apertamente politiche, che interessano il benessere sociale delle comunità.

Una rete per far crescere una scuola europea

Eurydice è la rete di informazione sull’istruzione in Europa che fornisce informazioni e analisi sui sistemi educativi europei e sulle relative politiche. Istituita dalla Commissione europea nel 1980, è composta da 40 unità nazionali con sede nei 36 paesi che aderiscono al programma dell’Unione europea nel campo dell’apprendimento permanente (Lifelong Learning Programme; i Paesi sono i 27 Stati membri dell’Unione europea più Norvegia, Liechtenstein, Islanda, Svizzera, Croazia, Turchia, Serbia e, dal 2013, Montenegro ed ex repubblica Jugoslava di Macedonia) ed è coordinata dall’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) con sede a Bruxelles. L’unità centrale opera in assoluta sinergia con le unità nazionali, coordina le attività della rete e redige e diffonde la maggior parte delle pubblicazioni, mentre le unità nazionali raccolgono i dati, contribuiscono alla loro analisi e promuovono a livello nazionale le descrizioni di 40 sistemi educativi europei, gli studi comparativi tematici, indicatori e statistiche, rapporti. L’obiettivo primario della rete è quello di facilitare la cooperazione nel campo dell’istruzione e della  formazione affinando la conoscenza dei sistemi e delle politiche educative e supportando in tal modo i responsabili politici nelle loro decisioni.

Per approfondire

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