Pearson

Imparare sempre

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Sui banchi, nel web

16 febbraio 2013

Un lettore che decidesse di attraversare questo terzo numero di iS affidandosi innanzitutto alle immagini, ai titoli e agli occhielli, potrebbe porsi una domanda: sono la stessa scuola quella immortalata in Foto di classe, lo straordinario reportage di Julian Germain – così familiare a tutti noi, indiscutibile e quasi senza tempo – e quella di Mirandola, che reagisce al terremoto inventandosi una nuova didattica in nuovi spazi; o quella di Radio Rinascita, Radioimmaginaria, Radio Kreattiva, che accanto a banchi e lavagne offre console, cuffie, sintetizzatori; o quella di BergamoScienza, che scommette su studenti e insegnanti capaci di parlare di scienza al territorio.

È ancora una classe quella “capovolta”, la flipped classroom in cui l’apprendimento incomincia a casa e la vera “lezione” è un’esperienza di laboratorio, di creatività e di immaginazione? Sì, è la stessa scuola. Perché ciò che accomuna tutte queste dimensioni è l’esperienza – unica, irripetibile, e per chi la sa amare anche magica – della scommessa della formazione.

Nel presentare iS, ci eravamo presi l’impegno di andare al di là dei luoghi comuni e delle deprecazioni, pur spesso giuste, che marcano il discorso pubblico sulla scuola. È quello che abbiamo cercato di fare anche in questo numero, raccontando la ricchezza delle molte “scuole” che ci circondano e la condizione giovanile con uno sguardo che vuole essere plurale e aperto. Si dice talora che un elemento contraddistingue l’attuale generazione di giovani: il fatto di avere dinanzi a sé un futuro peggiore di quello dei loro padri.

È così? Giovani senza futuro o giovani “in cerca di futuro”, come suggerisce il titolo del nostro Dossier? Tutti lamentiamo, e giustamente, la scarsità degli investimenti pubblici nella scuola e nella formazione. Ma anche qui, la ricerca internazionale The Learning Curve condotta da Pearson ci dice con molta nettezza una cosa importante e troppo spesso sottovalutata: che il vero fattore decisivo e critico, nel determinare il rendimento di un sistema scolastico, è il supporto della società civile alla scuola, e in particolare la considerazione e il rispetto sociali di cui godono i docenti. Dunque, non si tratta solo di inserire poste in un bilancio, ma di consapevolezza culturale e di progettualità civile.

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