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La docente Anna Mtui durante una lezione di scienze (Dar es Salaam). Foto: Courtesy of IYF © Kate Place

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Tanzania: a scuola con il cellulare

19 marzo 2012

Grazie ai telefonini, oltre diecimila bambini del Paese africano studieranno matematica, scienze e letteratura con video e animazioni multimediali.

Oltre mille insegnanti della scuola primaria della Tanzania utilizzerano i loro cellulari per fare lezione, usandoli per scaricare video, immagini, testi e file audio da utilizzare a scuola con oltre diecimila bambini che abitano in zone rurali. È frutto del programma Bridgeit, nato da una collaborazione tra la Pearson Foundation, Nokia, l’International Youth Foundation (IYF), lo United Nations Development Programme (UNDP) e il Ministero dell’Istruzione della Tanzania.

L’idea su cui si basa questo progetto è l’utilizzo di prodotti tecnologici (telefoni portatili) e tecnologie wireless già esistenti sul territorio per distribuire contenuti multimediali per l’istruzione dei bambini delle scuole primarie. In questo modo anche chi abita in zone disagiate, in assenza di computer e connessioni a internet, può avere a disposizione contenuti di qualità, aggiornati e innovativi, senza i costi aggiuntivi dell’acquisto di nuovi strumenti tecnologici e senza costruire linee di trasmissione dati.

Gli insegnanti, dopo aver scaricato i contenuti sui loro cellulari, li connettono alla televisione in classe per farli vedere agli studenti. Questo sistema è già stato testato nelle Filippine con il progetto text2teach, dove oltre 120 mila studenti utilizzano una vasta libreria di contenuti multimediali che segue la scansione del programma nazionale. Il progetto non riguarda solo la consegna dei materiali: nelle Filippine oltre 200 presidi hanno ricevuto una formazione specifica per l’introduzione delle tecnologie in classe.

Uno studio indipendente dell’Istituto Nazionale per lo sviluppo dell’istruzione matematica e scientifica delle Filippine ha dimostrato che il programma ha migliorato le competenze e l’attitudine degli insegnanti ad utilizzare la tecnologia per la didattica, stimolandone l’adozione anche da parte dei genitori e facendoli diventare portavoce in grado di convincere i decisori politici e i finanziatori locali dell’importanza di queste tecnologie nell’insegnamento. Inoltre, lo studio ha evidenziato una maggior propensione e competenza nelle discipline scientifiche e tecnologiche negli studenti coinvolti nel progetto.

Visto il successo dell’iniziativa, nel 2009 è stato condotto un primo progetto pilota in Tanzania, dove è noto con il nome di Elima kwa Tecknolojia (istruzione mediante la tecnologia), che ha coinvolto 180 scuole. Negli anni successivi, lavorando a stretto contatto con i docenti e il Ministero dell’Istruzione, lo staff della Pearson Foundation ha messo a punto una libreria di oltre cento contenuti multimediali di matematica, scienza e lingue. Nel contempo, il programma è stato esteso a oltre mille insegnanti appartenenti a diverse regioni della Tanzania.

I materiali sono organizzati in pacchetti di contenuti che permettono agli insegnanti di affrontare lezione dopo lezione il programma previsto dal curriculum nazionale. Infatti, le esperienze precedenti della Pearson Foundation in questo campo hanno mostrato che è fondamentale che i contenuti rispondano alle esigenze locali: non è solo una questione di tecnologia e qualità, ma anche di opportunità didattiche legate alla scelta di contenuti appropriati ai contesti dell’insegnamento locale.

Approfondimenti
La Pearson Foundation: migliorare l'insegnamento nel mondo

La Pearson Foundation è un’organizzazione no profit impegnata in numerose iniziative per promuovere l’alfabetizzazione, l’apprendimento e, più in generale, il miglioramento dell’insegnamento in tutto il mondo.

Il principale obiettivo della fondazione è promuovere programmi innovativi in grado di portare significativi miglioramenti per la formazione ed estendere queste competenze alle varie comunità locali di tutto il mondo.

Infatti, tra le attività, c’è la documentazione di iniziative di successo e buone pratiche, come quella presentata in iS Magazine n°1 a pagina 106, relativa all’impatto sul miglioramento del sistema di istruzione in sei Paesi in seguito ai risultati dell’indagine PISA.

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